Circolare AIIG Abruzzo n. 4 anno 2016 – 2017

    

                                                                                              Roseto degli Abruzzi, 1 aprile 2017        

                                                                                             Ai Signori Soci                                                                                                                     

Circolare n. 4 –  ANNO SOCIALE 2016 -17     (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Oggetto:

attività della Sezione Abruzzo per i mesi di aprile e maggio 2017

 

  1. Domenica 9 aprile 2017

Nella provincia di Latina

 

Il Parco Archeologico di Norba

L’origine di Norba è da ricondursi al VII secolo a.C. Inizialmente ostile a Roma, la città, nel 492 a.C., diventa colonia romana e combatte al suo fianco molte guerre vittoriose, tra cui quelle Puniche. Ma la guerra civile tra le fazioni contrapposte guidate dai consoli Mario e Silla segnò l’inizio della fine di questa gloriosa città. Norba infatti appoggiò apertamente Mario e, dopo la sconfitta di questo, la città fu considerata da Roma una traditrice.

Le attuali rovine sorgono a poche centinaia di metri dal centro di Norma. Le sue mura, costruite con grandi blocchi di pietra calcarea a secco, si estendevano per 2662 metri racchiudendo un’area di circa 38 ettari. Al suo interno passavano le due importanti vie del cardo e del decumano che uscivano dalle mura attraverso quattro porte: la Porta Maggiore, quella meglio conservata da cui si accede alle rovine, la Porta Ninfina, la Porta Occidentale e la Porta Signina.

Nel tessuto urbano erano presenti, su due diverse alture, un’acropoli chiamata “maggiore” e un’altra, il nucleo più antico, detta “minore”. Tra queste due alture sorge una particolare struttura, chiamata “castello delle acque”, forse un prototipo di terme. A fianco dell’acropoli maggiore le rovine di quello che doveva essere il foro e il centro di tutta la comunità. Vicino al foro sorgevano quattro templi, di cui rimangono solo i basamenti.

L’Abbazia di Valvisciolo

Situata nel territorio di Sermoneta, ai piedi del Monte Corvino, è dedicata al protomartire Santo Stefano. Il nome Valvisciolo può significare Valle dell’Usignolo (vallis lusciniae) o Valle delle Visciole. Secondo la tradizione il primo insediamento monastico in questa zona fu opera dei monaci basiliani di San Nilo; a questi seguirono, all’inizio del XIII secolo, i Cavalieri Templari e più tardi i Cistercensi. Le vicende dell’abbazia sono talora collegate ad un altro convento più antico sorto nei pressi di Carpineto Romano e alla vicina Abbazia di Fossanova.

Il complesso è costituito dalla chiesa, dalla sala capitolare, dal refettorio e dal chiostro.

Il Giardino di Ninfa

“Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. Sopra Ninfa s’agita un olezzante mare di fiori, ogni parete, ogni muro, ogni chiesa ed ogni casa sono avvolti in un velo d’edera e su tutte le rovine sventolano le bandiere purpuree del dio trionfante della primavera”. Così scriveva Ferdinando Gregorovius, il grande viaggiatore, nel suo “Passeggiate Romane” sul finire del 1800.

Il giardino di Ninfa, situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta, è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso; in esso è compreso anche il Parco Naturale Pantanello.

Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino.

Ninfa è un tipico giardino all'inglese, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, nell'area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino. L’ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani. Donna sensibile e delicata, curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante senza forzature ed evitando l’uso di sostanze inquinanti. Aggiunse numerose magnolie, prunus e rose rampicanti.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 7.15. Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 28. Ingressi esclusi (Norba 3 euro; Ninfa 10+0,50 euro).

L’ingresso a Ninfa deve essere pagato anticipatamente; pertanto vi prego di prenotare subito.

Pranzo assolutamente al sacco poiché la zona non è attrezzata.

 

  1. Venerdì 14 aprile 2017 – pomeriggio

La suggestiva Processione del Cristo Morto a San Valentino in Abruzzo Citeriore

 

La Processione del Venerdì Santo a San Valentino è una sacra rappresentazione che mette in scena la ricerca del figlio da parte della Madonna. Le processioni in realtà sono due: la prima è quella del Cristo Morto accompagnato da San Giovanni, la Maddalena, la Veronica e dal coro del Miserere; la seconda, che esce poco dopo, è quella della Madonna Addolorata, portata e accompagnata dalle donne. Ad un certo momento, dove si apriva l’antica porta di San Nicola, avviene l’incontro tra il Cristo e Maria. Il tutto è preceduto dal corteo dei penitenti incappucciati, chiamati “ciaciarutte”. Questi vanno scalzi, portando tre pesanti croci e funi, oltre alla croce con i simboli della passione, detta “Calevareje”, e il grande stendardo nero della confraternita.

La cattedrale, opera rinnovata dal Vanvitelli, o da un suo allievo, fu sconvolta dal terremoto del 1915. La chiesa, di impianto settecentesco, in rovina, fu ricostruita, tra gli anni 1777 e 1791, su un presunto progetto del Vanvitelli, peraltro mai documentato. Per il restauro della Chiesa, Antonino Liberi elaborò un progetto che prevedeva la costruzione di una facciata, progetto che poi è andato perduto, ma di cui resta il disegno della grande finestra semicircolare. Peculiarità dell’impianto architettonico sono i due campanili, che assieme alla facciata formano un unico blocco di testata. C’è grande differenza fra la possanza architettonica dell’intero prospetto, appesantito dalla stessa composizione della facciata, piena di elementi stilistici, e la leggerezza dell’interno, aggraziata dall’esilità degli stucchi, che assieme alla cupola e al complesso degli arredi fissi della Sacra aula, mantiene un certo decoro stilistico che può considerarsi barocco.

In attesa della processione visiteremo il Museo dei Fossili e delle Ambre di San Valentino che nasce nel gennaio del 2004: frutto di una felice intuizione, ha permesso di coniugare l’ambizione di una operosa amministrazione comunale con la passione di lungimiranti collezionisti. Allestito nella bella sede dello storico palazzo settecentesco di Villa Olivieri de Cambaceres, il museo offre al pubblico la possibilità di ammirare un’importante raccolta di fossili, che narrano la storia degli ultimi 500 milioni di anni del nostro pianeta, e un’intrigante raccolta di ambre, presentate sia come reperti geologici che come oggetti di uso quotidiano. Il percorso si articola in due spaziose sale: la sala Paleontologica, che comprende la sezione fossili e la sezione Uomo, e la sala delle Ambre. La gestione è curata dall’Associazione “Amici del museo”, che si occupa della valorizzazione dello straordinario patrimonio costituito da collezioni private.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 15.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 15.45. Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 15, escluso l’ingresso al Museo (2 euro).

 

  1. Da domenica 23 a martedì 25 aprile 2017

Città ducali: Mantova, Sabbioneta e Parma

 

Partenza da Pescara domenica 23 aprile (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20. Rientro a Pescara martedì 25 in tarda serata.

La quota di partecipazione di euro 290 comprende: pernottamento presso l’Hotel “La Favorita” **** di Mantova e presso lo Starhotels Du Parc **** di Parma, in camera doppia (supplemento per due singole euro 70), trasporto in Bus Satam, guide, assicurazione, cena della domenica e del lunedì, mini crociera di un’ora sui laghi mantovani, tassa di soggiorno a Mantova e Parma.

La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”. Consigliata la card di euro 20 (+5,50 per la Camera degli Sposi) per tutti i Musei di Mantova e Sabbioneta. Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 100, saldo entro il 10 aprile 2017.

 

  1. Domenica 7 maggio 2017

Santuari francescani della Valle Santa reatina

 

Quattro sono i santuari che celebrano il passaggio di San Francesco d’Assisi nella Valle Reatina. A Greccio siamo stati recentemente, gli altri tre saranno meta di una giornata di grande spiritualità.

Il Santuario di Fonte Colombo

Tra i monasteri che la tradizione vuole fondati dal Poverello d’Assisi, quello di Fonte Colombo è il

secondo in ordine cronologico e, senza dubbio, uno dei più importanti. Qui infatti il santo soggiornò a più riprese, tra il 1217 ed il 1223, e qui, soprattutto, dopo un digiuno di quaranta giorni, concepì e scrisse la Regola definitiva del suo Ordine, che probabilmente venne stesa nella grotta il “Sacro Speco”, tanto che in seguito il luogo fu definito il “Sinai Francescano”. Sempre a Fonte Colombo, al termine di un lungo periodo di tormenti legati ad una malattia contratta in Egitto, avvenne la vicenda del drammatico intervento agli occhi, che Francesco subì miracolosamente senza avvertire dolore, dopo un commovente dialogo con il fuoco.

Francesco decise di stabilirsi qui poiché vi aveva trovato una fonte di acqua fresca e limpida. Anzi, la denominazione di Fonte Colombo (Fons Colombarum) fu data dallo stesso Poverello, vedendo che in queste acque usavano abbeverarsi numerose colombe bianche. Ancor oggi, l’acqua è l’elemento dominante del paesaggio delineato dai boschi e dalle rocce circostanti il Santuario: lungo il sentiero della fonte, si possono ammirare alcune cascate che rendono la visita ulteriormente suggestiva.


Il Santuario di Santa Maria de "La Foresta"

Nell’estate del 1225 le condizioni di salute del Poverello si fanno sempre più precarie e il santo, pressato dall’invito del cardinale Ugolino, parte alla volta di Rieti, ma, giunto alla periferia della città, ha sentore delle manifestazioni di entusiasmo che la popolazione si appresta a tributargli e, per evitarle, va a nascondersi a San Fabiano, oggi Santa Maria della Foresta. Ospitato dal sacerdote che custodisce la chiesina, rimane 40 giorni, ma i reatini scoprono il rifugio. E’ settembre, la vendemmia è prossima e la vigna del prete, che ospita Francesco, viene deturpata dalla folla. Il Santuario è noto per il "miracolo del vino": il santo riuscì a moltiplicare i grappoli rimasti e a far produrre al vigneto vino in quantità. Il Santuario viene definito “luogo ameno atto per il riposo” più che del corpo, dello spirito e della psiche. E’ un luogo dove l’uomo è spinto a riflettere per riscoprire se stesso e la sua dimensione spirituale. Secondo la leggenda, San Francesco in questo monastero scrisse il famosissimo Cantico delle Creature.

Lungo il viale che conduce al Santuario è possibile vedere dei riquadri di maiolica del ‘700 che rappresentano le stazioni della Via Crucis; nel piccolo atrio vetrate policrome dipinte con le scene de “Il Cantico delle Creature”. L'atrio dà accesso alla domus e al chiostro, con il classico pozzo al centro. Di qui è possibile scendere alla cosiddetta "celluzza", luogo in cui Francesco soleva ritirarsi in preghiera e dove forse scrisse il Cantico. Seguendo un altro percorso si giunge alla vigna e all’orto.

 

Il Convento di San Giacomo a Poggio Bustone

Immerso nel silenzio della natura, ove la bellezza dei monti infonde un’atmosfera altamente spirituale, è il Convento di San Giacomo che, posto a dominio della Valle Santa, offre uno dei paesaggi più mistici del cammino francescano. Nell’intimità di questi luoghi Francesco venne alla ricerca della riconciliazione con l’uomo e con la natura, che trovò sia attraverso l’ascesi sia diffondendo il suo credo tra la gente. Il Convento di San Giacomo è stato fondato da San Francesco nel 1209, e nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni.

La Chiesa gotica, è composta da una sola navata decorata con dipinti del cinquecento.
All'interno l'immancabile chiostro del '200, un bellissimo dipinto raffigurante una Madonna con bambino del XIV secolo oltre ad altri dipinti raffiguranti scene di vita del santo. A lato del chiostro si accede al romitorio primitivo, luogo di preghiera di San Francesco. Un sentiero sale fino alla grotta delle rivelazioni dove Francesco pregava e dove ebbe la visione dell'Angelo che gli assicurò il perdono dei peccati. Un altro sentiero conduce nel solitario e suggestivo Sacro Speco, grazie anche alla leggenda delle Sacre Impronte, posto sotto una roccia dove Francesco veniva a pregare.
Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 28, più offerta libera da lasciare ai tre monasteri.

Pranzo al sacco nel refettorio del monastero di Fonte Colombo (ci accorderemo su cosa portare).

 

  1. Domenica 21 maggio 2017

Parco Nazionale d’Abruzzo: la Camosciara, Civitella Alfedena e Lago di Barrea

 

La Camosciara è il cuore pulsante del parco. Le guglie dolomitiche, che ne formano lo spettacolare anfiteatro, offrono rifugio e cibo a molti animali selvatici: al solitario orso, che cerca frutta e bacche per nutrirsi, al misterioso lupo, che come un’ombra si muove per i boschi, al maestoso cervo, che pascola tranquillo nelle radure, all’agile camoscio, che salta sulle rupi più scoscese, all’aquila reale, che si innalza superba nell’immensità del cielo. Proprio qui è nato il Parco nel lontano 1921.

Breve escursione per la visita dell’anfiteatro dolomitico della Camosciara, delle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle. Lungo il percorso osservazione della flora e dei segni di presenza della fauna selvatica, delle emergenze geologiche, dell’anfiteatro dolomitico della Camosciara con la grande presenza di acqua superficiale che dà vita alle cascate. La zona delle cascate può essere raggiunta camminando a piedi o usufruendo di un trenino (due chilometri e mezzo). Pranzo libero.

Nel pomeriggio visita di Civitella Alfedena, un piccolo e antico centro abitato che ha creduto nel turismo sostenibile e nella possibile convivenza tra uomo e natura. Forgiata in passato dall’economia della Transumanza, ne conserva ancora tutta la storia essendo attraversata per tutta la sua lunghezza da una delle strade più antiche d’Italia: il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. Ospita all’interno del paese le aree faunistiche del lupo e della lince: ampie zone di territorio recintate ove è possibile avvistare questi animali. Proseguiremo quindi per il Lago di Barrea.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 7.45.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 22, guida compresa. Pranzo libero.

Eventuali ingressi e trenino esclusi.

 

  1. Sabato 27 maggio 2017 (pomeriggio)

L’eremo di S. Onofrio a Serramonacesca e l’Abbazia di San Liberatore a Maiella

 

L’Eremo di S. Onofrio di Serramonacesca sorge in un luogo ameno, al di sotto di una parete rocciosa circondata da una fitta vegetazione sotto a un masso roccioso; è organizzato su due livelli

ed è composto dalla chiesa e dall’abitazione.

Nella chiesa, ricostruita nel 1948, una nicchia con la statua di Sant’Onofrio, con il corpo coperto dalla

sola barba e da lunghi capelli bianchi.

Da due piccole porte ai lati dell’altare si accede ad un ambiente scavato nella roccia dove si trova la Culla di Sant’Onofrio: un giaciglio per il riposo del santo ricavato nella rupe, oggi oggetto del rito dello strofinamento. Alla sinistra dell’altare si apre l’accesso al nucleo primitivo dell’Eremo.

È probabile che l’origine dell’eremo sia legata al monastero di S. Liberatore a Maiella. La grotta costituì, forse, un luogo di ritiro e di preghiera utilizzato in seguito per attività agro-pastorali.

La sera dell’11 giugno gli abitanti di Serramonacesca espongono una croce ardente pregna di materiale bituminoso (Fuoco di Sant’Onofrio) e il 12 mattina, festa del santo, raggiungono l’eremo per partecipare alla messa e alla processione con la copia della statua del santo che, secondo la tradizione, lasciata nella chiesa del paese durante la notte dell’11, ritornò da sola nell’eremo.

 

Abbazia di San Liberatore a Maiella, vero e proprio gioiello di architettura religiosa romanica in Abruzzo. Esisteva prima dell’anno 884 e godeva di una posizione di privilegio, che la poneva a capo dei beni e dei monasteri cassinesi d’Abruzzo. Il monumento si incastona, con la massa lapidea di colore chiaro, nel complesso arboreo verdeggiante del pendio settentrionale della Maiella.  

Dal 1967 al 1996, diversi interventi di restauro hanno riportato alla luce il monumento lasciato in abbandono. Questo, tuttavia, è ancora mutilato delle parti originarie, come il monastero, di cui rimane traccia solo in alcuni muri alla sinistra della facciata. I pavimenti e il portale sono stati riportati nella Badia e ripristinati nella loro sede durante i primi interventi di restauro.

Al centro della chiesa, l’altare occupa una posizione preminente, isolato nel presbiterio, mentre tutta l’aula è suddivisa in tre navate. La facciata e la pianta esprimono i caratteri essenziali dell’arte romanica settentrionale. Il pavimento cosmatesco del XIII secolo, che ricopre circa metà della navata maggiore ed il presbiterio, è formato da intarsi policromi in marmo di vari colori con struttura portante radiale e ricorrente forma circolare. L’ambone, databile alla fine del XII secolo, è stato rimontato usando i frammenti conservati nella Chiesa del paese.

Sulla sinistra dell'ingresso alla chiesa, un comodo sentiero permette di raggiungere le Gole dell'Alento, dove l'acqua scorre tra rocce ricoperte dal muschio formando piccole cascate.

Le tombe rupestri di S. Liberatore, sono costituite da tre piccole caverne scavate nella roccia, una nicchia e una cappellina.

Lungo la strada che dall'eremo conduce all'abitato di Serramonacesca è possibile vedere i ruderi del Castel Menardo, una fortezza medievale posta sul Colle Ciulmina. Costruita per volere di Carlo Magno fu posta a difesa della vicina Abbazia di San Liberatore a Maiella.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 14.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 14.45.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 12.

 

  1. Viaggio estivo in allestimento (seconda matà di luglio)

La riviera ligure con soggiorno a Santa Margherita Ligure.

A nome di tutto il Consiglio AIIG ABRUZZO formulo a voi e alle vostre famiglie auguri di buona Pasqua.                                                                                                       Agnese Petrelli

 

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.

Prenotazioni: Agnese Petrelli, tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359. Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it; c/c postale n. 50447697, intestato a: A.I.I.G.– Sezione Abruzzo, via America 58, 64026 – Roseto degli Abruzzi; bonifico (IBAN IT96R0760115400000050447697).

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