Viaggi e Cultura

percezioni, emozioni, racconti e scoperte...aggiornamenti, approfondimenti, conoscenza, percorsi, esperienze di viaggi della mente e dell'anima

Attività

Circolare AIIG Abruzzo n. 4 anno 2016 – 2017

    

                                                                                              Roseto degli Abruzzi, 1 aprile 2017        

                                                                                             Ai Signori Soci                                                                                                                     

Circolare n. 4 –  ANNO SOCIALE 2016 -17     (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Oggetto:

attività della Sezione Abruzzo per i mesi di aprile e maggio 2017

 

  1. Domenica 9 aprile 2017

Nella provincia di Latina

 

Il Parco Archeologico di Norba

L’origine di Norba è da ricondursi al VII secolo a.C. Inizialmente ostile a Roma, la città, nel 492 a.C., diventa colonia romana e combatte al suo fianco molte guerre vittoriose, tra cui quelle Puniche. Ma la guerra civile tra le fazioni contrapposte guidate dai consoli Mario e Silla segnò l’inizio della fine di questa gloriosa città. Norba infatti appoggiò apertamente Mario e, dopo la sconfitta di questo, la città fu considerata da Roma una traditrice.

Le attuali rovine sorgono a poche centinaia di metri dal centro di Norma. Le sue mura, costruite con grandi blocchi di pietra calcarea a secco, si estendevano per 2662 metri racchiudendo un’area di circa 38 ettari. Al suo interno passavano le due importanti vie del cardo e del decumano che uscivano dalle mura attraverso quattro porte: la Porta Maggiore, quella meglio conservata da cui si accede alle rovine, la Porta Ninfina, la Porta Occidentale e la Porta Signina.

Nel tessuto urbano erano presenti, su due diverse alture, un’acropoli chiamata “maggiore” e un’altra, il nucleo più antico, detta “minore”. Tra queste due alture sorge una particolare struttura, chiamata “castello delle acque”, forse un prototipo di terme. A fianco dell’acropoli maggiore le rovine di quello che doveva essere il foro e il centro di tutta la comunità. Vicino al foro sorgevano quattro templi, di cui rimangono solo i basamenti.

L’Abbazia di Valvisciolo

Situata nel territorio di Sermoneta, ai piedi del Monte Corvino, è dedicata al protomartire Santo Stefano. Il nome Valvisciolo può significare Valle dell’Usignolo (vallis lusciniae) o Valle delle Visciole. Secondo la tradizione il primo insediamento monastico in questa zona fu opera dei monaci basiliani di San Nilo; a questi seguirono, all’inizio del XIII secolo, i Cavalieri Templari e più tardi i Cistercensi. Le vicende dell’abbazia sono talora collegate ad un altro convento più antico sorto nei pressi di Carpineto Romano e alla vicina Abbazia di Fossanova.

Il complesso è costituito dalla chiesa, dalla sala capitolare, dal refettorio e dal chiostro.

Il Giardino di Ninfa

“Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. Sopra Ninfa s’agita un olezzante mare di fiori, ogni parete, ogni muro, ogni chiesa ed ogni casa sono avvolti in un velo d’edera e su tutte le rovine sventolano le bandiere purpuree del dio trionfante della primavera”. Così scriveva Ferdinando Gregorovius, il grande viaggiatore, nel suo “Passeggiate Romane” sul finire del 1800.

Il giardino di Ninfa, situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta, è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso; in esso è compreso anche il Parco Naturale Pantanello.

Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino.

Ninfa è un tipico giardino all'inglese, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, nell'area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino. L’ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani. Donna sensibile e delicata, curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante senza forzature ed evitando l’uso di sostanze inquinanti. Aggiunse numerose magnolie, prunus e rose rampicanti.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 7.15. Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 28. Ingressi esclusi (Norba 3 euro; Ninfa 10+0,50 euro).

L’ingresso a Ninfa deve essere pagato anticipatamente; pertanto vi prego di prenotare subito.

Pranzo assolutamente al sacco poiché la zona non è attrezzata.

 

  1. Venerdì 14 aprile 2017 – pomeriggio

La suggestiva Processione del Cristo Morto a San Valentino in Abruzzo Citeriore

 

La Processione del Venerdì Santo a San Valentino è una sacra rappresentazione che mette in scena la ricerca del figlio da parte della Madonna. Le processioni in realtà sono due: la prima è quella del Cristo Morto accompagnato da San Giovanni, la Maddalena, la Veronica e dal coro del Miserere; la seconda, che esce poco dopo, è quella della Madonna Addolorata, portata e accompagnata dalle donne. Ad un certo momento, dove si apriva l’antica porta di San Nicola, avviene l’incontro tra il Cristo e Maria. Il tutto è preceduto dal corteo dei penitenti incappucciati, chiamati “ciaciarutte”. Questi vanno scalzi, portando tre pesanti croci e funi, oltre alla croce con i simboli della passione, detta “Calevareje”, e il grande stendardo nero della confraternita.

La cattedrale, opera rinnovata dal Vanvitelli, o da un suo allievo, fu sconvolta dal terremoto del 1915. La chiesa, di impianto settecentesco, in rovina, fu ricostruita, tra gli anni 1777 e 1791, su un presunto progetto del Vanvitelli, peraltro mai documentato. Per il restauro della Chiesa, Antonino Liberi elaborò un progetto che prevedeva la costruzione di una facciata, progetto che poi è andato perduto, ma di cui resta il disegno della grande finestra semicircolare. Peculiarità dell’impianto architettonico sono i due campanili, che assieme alla facciata formano un unico blocco di testata. C’è grande differenza fra la possanza architettonica dell’intero prospetto, appesantito dalla stessa composizione della facciata, piena di elementi stilistici, e la leggerezza dell’interno, aggraziata dall’esilità degli stucchi, che assieme alla cupola e al complesso degli arredi fissi della Sacra aula, mantiene un certo decoro stilistico che può considerarsi barocco.

In attesa della processione visiteremo il Museo dei Fossili e delle Ambre di San Valentino che nasce nel gennaio del 2004: frutto di una felice intuizione, ha permesso di coniugare l’ambizione di una operosa amministrazione comunale con la passione di lungimiranti collezionisti. Allestito nella bella sede dello storico palazzo settecentesco di Villa Olivieri de Cambaceres, il museo offre al pubblico la possibilità di ammirare un’importante raccolta di fossili, che narrano la storia degli ultimi 500 milioni di anni del nostro pianeta, e un’intrigante raccolta di ambre, presentate sia come reperti geologici che come oggetti di uso quotidiano. Il percorso si articola in due spaziose sale: la sala Paleontologica, che comprende la sezione fossili e la sezione Uomo, e la sala delle Ambre. La gestione è curata dall’Associazione “Amici del museo”, che si occupa della valorizzazione dello straordinario patrimonio costituito da collezioni private.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 15.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 15.45. Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 15, escluso l’ingresso al Museo (2 euro).

 

  1. Da domenica 23 a martedì 25 aprile 2017

Città ducali: Mantova, Sabbioneta e Parma

 

Partenza da Pescara domenica 23 aprile (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20. Rientro a Pescara martedì 25 in tarda serata.

La quota di partecipazione di euro 290 comprende: pernottamento presso l’Hotel “La Favorita” **** di Mantova e presso lo Starhotels Du Parc **** di Parma, in camera doppia (supplemento per due singole euro 70), trasporto in Bus Satam, guide, assicurazione, cena della domenica e del lunedì, mini crociera di un’ora sui laghi mantovani, tassa di soggiorno a Mantova e Parma.

La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”. Consigliata la card di euro 20 (+5,50 per la Camera degli Sposi) per tutti i Musei di Mantova e Sabbioneta. Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 100, saldo entro il 10 aprile 2017.

 

  1. Domenica 7 maggio 2017

Santuari francescani della Valle Santa reatina

 

Quattro sono i santuari che celebrano il passaggio di San Francesco d’Assisi nella Valle Reatina. A Greccio siamo stati recentemente, gli altri tre saranno meta di una giornata di grande spiritualità.

Il Santuario di Fonte Colombo

Tra i monasteri che la tradizione vuole fondati dal Poverello d’Assisi, quello di Fonte Colombo è il

secondo in ordine cronologico e, senza dubbio, uno dei più importanti. Qui infatti il santo soggiornò a più riprese, tra il 1217 ed il 1223, e qui, soprattutto, dopo un digiuno di quaranta giorni, concepì e scrisse la Regola definitiva del suo Ordine, che probabilmente venne stesa nella grotta il “Sacro Speco”, tanto che in seguito il luogo fu definito il “Sinai Francescano”. Sempre a Fonte Colombo, al termine di un lungo periodo di tormenti legati ad una malattia contratta in Egitto, avvenne la vicenda del drammatico intervento agli occhi, che Francesco subì miracolosamente senza avvertire dolore, dopo un commovente dialogo con il fuoco.

Francesco decise di stabilirsi qui poiché vi aveva trovato una fonte di acqua fresca e limpida. Anzi, la denominazione di Fonte Colombo (Fons Colombarum) fu data dallo stesso Poverello, vedendo che in queste acque usavano abbeverarsi numerose colombe bianche. Ancor oggi, l’acqua è l’elemento dominante del paesaggio delineato dai boschi e dalle rocce circostanti il Santuario: lungo il sentiero della fonte, si possono ammirare alcune cascate che rendono la visita ulteriormente suggestiva.


Il Santuario di Santa Maria de "La Foresta"

Nell’estate del 1225 le condizioni di salute del Poverello si fanno sempre più precarie e il santo, pressato dall’invito del cardinale Ugolino, parte alla volta di Rieti, ma, giunto alla periferia della città, ha sentore delle manifestazioni di entusiasmo che la popolazione si appresta a tributargli e, per evitarle, va a nascondersi a San Fabiano, oggi Santa Maria della Foresta. Ospitato dal sacerdote che custodisce la chiesina, rimane 40 giorni, ma i reatini scoprono il rifugio. E’ settembre, la vendemmia è prossima e la vigna del prete, che ospita Francesco, viene deturpata dalla folla. Il Santuario è noto per il "miracolo del vino": il santo riuscì a moltiplicare i grappoli rimasti e a far produrre al vigneto vino in quantità. Il Santuario viene definito “luogo ameno atto per il riposo” più che del corpo, dello spirito e della psiche. E’ un luogo dove l’uomo è spinto a riflettere per riscoprire se stesso e la sua dimensione spirituale. Secondo la leggenda, San Francesco in questo monastero scrisse il famosissimo Cantico delle Creature.

Lungo il viale che conduce al Santuario è possibile vedere dei riquadri di maiolica del ‘700 che rappresentano le stazioni della Via Crucis; nel piccolo atrio vetrate policrome dipinte con le scene de “Il Cantico delle Creature”. L'atrio dà accesso alla domus e al chiostro, con il classico pozzo al centro. Di qui è possibile scendere alla cosiddetta "celluzza", luogo in cui Francesco soleva ritirarsi in preghiera e dove forse scrisse il Cantico. Seguendo un altro percorso si giunge alla vigna e all’orto.

 

Il Convento di San Giacomo a Poggio Bustone

Immerso nel silenzio della natura, ove la bellezza dei monti infonde un’atmosfera altamente spirituale, è il Convento di San Giacomo che, posto a dominio della Valle Santa, offre uno dei paesaggi più mistici del cammino francescano. Nell’intimità di questi luoghi Francesco venne alla ricerca della riconciliazione con l’uomo e con la natura, che trovò sia attraverso l’ascesi sia diffondendo il suo credo tra la gente. Il Convento di San Giacomo è stato fondato da San Francesco nel 1209, e nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni.

La Chiesa gotica, è composta da una sola navata decorata con dipinti del cinquecento.
All'interno l'immancabile chiostro del '200, un bellissimo dipinto raffigurante una Madonna con bambino del XIV secolo oltre ad altri dipinti raffiguranti scene di vita del santo. A lato del chiostro si accede al romitorio primitivo, luogo di preghiera di San Francesco. Un sentiero sale fino alla grotta delle rivelazioni dove Francesco pregava e dove ebbe la visione dell'Angelo che gli assicurò il perdono dei peccati. Un altro sentiero conduce nel solitario e suggestivo Sacro Speco, grazie anche alla leggenda delle Sacre Impronte, posto sotto una roccia dove Francesco veniva a pregare.
Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 28, più offerta libera da lasciare ai tre monasteri.

Pranzo al sacco nel refettorio del monastero di Fonte Colombo (ci accorderemo su cosa portare).

 

  1. Domenica 21 maggio 2017

Parco Nazionale d’Abruzzo: la Camosciara, Civitella Alfedena e Lago di Barrea

 

La Camosciara è il cuore pulsante del parco. Le guglie dolomitiche, che ne formano lo spettacolare anfiteatro, offrono rifugio e cibo a molti animali selvatici: al solitario orso, che cerca frutta e bacche per nutrirsi, al misterioso lupo, che come un’ombra si muove per i boschi, al maestoso cervo, che pascola tranquillo nelle radure, all’agile camoscio, che salta sulle rupi più scoscese, all’aquila reale, che si innalza superba nell’immensità del cielo. Proprio qui è nato il Parco nel lontano 1921.

Breve escursione per la visita dell’anfiteatro dolomitico della Camosciara, delle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle. Lungo il percorso osservazione della flora e dei segni di presenza della fauna selvatica, delle emergenze geologiche, dell’anfiteatro dolomitico della Camosciara con la grande presenza di acqua superficiale che dà vita alle cascate. La zona delle cascate può essere raggiunta camminando a piedi o usufruendo di un trenino (due chilometri e mezzo). Pranzo libero.

Nel pomeriggio visita di Civitella Alfedena, un piccolo e antico centro abitato che ha creduto nel turismo sostenibile e nella possibile convivenza tra uomo e natura. Forgiata in passato dall’economia della Transumanza, ne conserva ancora tutta la storia essendo attraversata per tutta la sua lunghezza da una delle strade più antiche d’Italia: il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. Ospita all’interno del paese le aree faunistiche del lupo e della lince: ampie zone di territorio recintate ove è possibile avvistare questi animali. Proseguiremo quindi per il Lago di Barrea.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 7.45.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 22, guida compresa. Pranzo libero.

Eventuali ingressi e trenino esclusi.

 

  1. Sabato 27 maggio 2017 (pomeriggio)

L’eremo di S. Onofrio a Serramonacesca e l’Abbazia di San Liberatore a Maiella

 

L’Eremo di S. Onofrio di Serramonacesca sorge in un luogo ameno, al di sotto di una parete rocciosa circondata da una fitta vegetazione sotto a un masso roccioso; è organizzato su due livelli

ed è composto dalla chiesa e dall’abitazione.

Nella chiesa, ricostruita nel 1948, una nicchia con la statua di Sant’Onofrio, con il corpo coperto dalla

sola barba e da lunghi capelli bianchi.

Da due piccole porte ai lati dell’altare si accede ad un ambiente scavato nella roccia dove si trova la Culla di Sant’Onofrio: un giaciglio per il riposo del santo ricavato nella rupe, oggi oggetto del rito dello strofinamento. Alla sinistra dell’altare si apre l’accesso al nucleo primitivo dell’Eremo.

È probabile che l’origine dell’eremo sia legata al monastero di S. Liberatore a Maiella. La grotta costituì, forse, un luogo di ritiro e di preghiera utilizzato in seguito per attività agro-pastorali.

La sera dell’11 giugno gli abitanti di Serramonacesca espongono una croce ardente pregna di materiale bituminoso (Fuoco di Sant’Onofrio) e il 12 mattina, festa del santo, raggiungono l’eremo per partecipare alla messa e alla processione con la copia della statua del santo che, secondo la tradizione, lasciata nella chiesa del paese durante la notte dell’11, ritornò da sola nell’eremo.

 

Abbazia di San Liberatore a Maiella, vero e proprio gioiello di architettura religiosa romanica in Abruzzo. Esisteva prima dell’anno 884 e godeva di una posizione di privilegio, che la poneva a capo dei beni e dei monasteri cassinesi d’Abruzzo. Il monumento si incastona, con la massa lapidea di colore chiaro, nel complesso arboreo verdeggiante del pendio settentrionale della Maiella.  

Dal 1967 al 1996, diversi interventi di restauro hanno riportato alla luce il monumento lasciato in abbandono. Questo, tuttavia, è ancora mutilato delle parti originarie, come il monastero, di cui rimane traccia solo in alcuni muri alla sinistra della facciata. I pavimenti e il portale sono stati riportati nella Badia e ripristinati nella loro sede durante i primi interventi di restauro.

Al centro della chiesa, l’altare occupa una posizione preminente, isolato nel presbiterio, mentre tutta l’aula è suddivisa in tre navate. La facciata e la pianta esprimono i caratteri essenziali dell’arte romanica settentrionale. Il pavimento cosmatesco del XIII secolo, che ricopre circa metà della navata maggiore ed il presbiterio, è formato da intarsi policromi in marmo di vari colori con struttura portante radiale e ricorrente forma circolare. L’ambone, databile alla fine del XII secolo, è stato rimontato usando i frammenti conservati nella Chiesa del paese.

Sulla sinistra dell'ingresso alla chiesa, un comodo sentiero permette di raggiungere le Gole dell'Alento, dove l'acqua scorre tra rocce ricoperte dal muschio formando piccole cascate.

Le tombe rupestri di S. Liberatore, sono costituite da tre piccole caverne scavate nella roccia, una nicchia e una cappellina.

Lungo la strada che dall'eremo conduce all'abitato di Serramonacesca è possibile vedere i ruderi del Castel Menardo, una fortezza medievale posta sul Colle Ciulmina. Costruita per volere di Carlo Magno fu posta a difesa della vicina Abbazia di San Liberatore a Maiella.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 14.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 14.45.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 12.

 

  1. Viaggio estivo in allestimento (seconda matà di luglio)

La riviera ligure con soggiorno a Santa Margherita Ligure.

A nome di tutto il Consiglio AIIG ABRUZZO formulo a voi e alle vostre famiglie auguri di buona Pasqua.                                                                                                       Agnese Petrelli

 

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.

Prenotazioni: Agnese Petrelli, tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359. Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it; c/c postale n. 50447697, intestato a: A.I.I.G.– Sezione Abruzzo, via America 58, 64026 – Roseto degli Abruzzi; bonifico (IBAN IT96R0760115400000050447697).

Città ducali: Mantova, Sabbioneta e Parma

 

Città ducali: Mantova, Sabbioneta e Parma

 

 

Da sabato 23 a martedì 25 aprile 2017

 

Mantova

E’ tra le città d’Italia più ricche di arte e cultura. Il suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per i molteplici monumenti, per le grandi opere artistiche conservate al loro interno e per i magnifici scenari naturali sui quali si affaccia la città.

Tra le residenze, oggi diventate museo, figura Palazzo Te, edificato nel XVI secolo dai Gonzaga per i propri diletti. Si tratta di una enorme struttura composta da logge, cortili, giardini, ponti a strapiombo sul lago e addirittura un giardino segreto con ingresso in una grotta. Le sale affrescate del palazzo sono un capolavoro dell'arte rinascimentale. Tra le più belle c'è sicuramente la sala di Amore e Psiche con la pregevole parete del banchetto.

Palazzo Te ospita anche il Museo Civico con numerose collezioni a testimonianza delle culture succedutesi dal mondo egizio in poi.

Il Palazzo Ducale si trova in Piazza Sordello; è chiamato anche Reggia dei Gonzaga ed è un punto di riferimento della città; fu costruito nel XII secolo ed è caratterizzato da un loggiato con archi a sesto acuto e merlature sul tetto. Inglobato all’interno del Palazzo è il Castello di San Giorgio, a pianta quadrata con quattro torri angolari. Tra le sale più belle e più celebri del Castello la Camera degli Sposi, affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. Per anni il Castello fu residenza di Isabella d’Este, moglie di Francesco Gonzaga, una delle più celebri nobildonne del Rinascimento. Amante delle arti e della letteratura, Isabella d’Este raccolse intorno a sé numerosi artisti e umanisti del tempo quali Andrea Mantegna, il Perugino, Leonardo da Vinci, Ludovico Ariosto e Baldassarre Castiglione, facendo di Mantova una delle più importanti corti europee.

Sabbioneta

Città di fondazione (urbs condita), nacque per volere di Vespasiano Gonzaga.

Città ideale, fu edificata dal nulla, nella seconda metà del ’500, su modello delle antiche città del mondo classico.

Vespasiano voleva farne la città dell’arte e della cultura, una sorta di piccola Atene, ma alla sua morte iniziò subito una rapida decadenza, che la spopolò ma lasciò immutati nei secoli i suoi monumenti.

Collocata al centro della pianura Padana, tra la sponda sinistra del Po ed il basso corso dell'Oglio, occupava una posizione di grande valore strategico: controllava infatti un'importante via di scambio che metteva in comunicazione la piana bresciana con Casalmaggiore e Brescello, centri di traffico fluviale del medio corso del Po.

Come piccolo stato indipendente, Sabbioneta ebbe grande rilevanza nel delicato gioco degli equilibri politici tra gli stati regionali padani. Ducato autonomo dal 1577 confinava ad ovest con il Ducato di Milano, a sud, oltre il Po, con il Ducato di Parma e Piacenza governato dai Farnese, infine a nord-est con il più antico Ducato di Mantova retto dai Gonzaga. Nel 2008 è stata dichiarata, con Mantova, Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Il Palazzo Ducale è stato la dimora del Duca di Mantova. Edificio a due piani, con portico rialzato e torretta centrale, contiene ambienti decorati da diversi artisti. Singolari i ventuno ritratti gonzagheschi, opera in stucco di Alberto Cavalli.

Il Palazzo del Giardino era uno dei luoghi cari al Duca, un luogo di delizie, dove si ritirava per leggere e studiare. Ciò che stupisce di questo edificio è il contrasto tra l’interno e l’esterno, dove il primo è sobrio e scarno, il secondo con un impianto decorativo ultimato tra il ‘500 e il ‘600.

Il Teatro all’antica è stato costruito tra il 1588 e il 1590 dall’architetto Vincenzo Scamozzi ed è l’edificio più rappresentativo della città e una delle costruzioni teatrali più interessanti dell’età tardo rinascimentale. Sul palco vi è una scena fissa: quella originaria, del Settecento, è stata distrutta e poi ricostruita nel Novecento.

Parma

Situata tra la Pianura Padana e l’Appennino Emiliano, Parma è attraversata dall’omonimo torrente, un affluente del Po dal quale la città prende il nome. Le origini di Parma sono antichissime: risalgono ai Celti, che abitarono le terre della Pianura Padana nel VI secolo a.C. E' però nel 183 a.C. che i Romani acquisirono le terre parmigiane e fondarono la colonia di Parma. Divenuta ben presto una delle città più importanti dell’area Padana, vide il suo centro abitato dotarsi di pregevoli edifici civili e religiosi.

Il Duomo è una delle espressioni più alte dell’architettura romanica padana. Esternamente è in stile romanico con la splendida facciata a capanna; internamente l’impianto romanico è rimasto anche se gran parte degli interni (navata centrale, cupola, transetto) sono dovuti a successivi interventi rinascimentali.

Il Battistero, periodo di passaggio dallo stile romanico al gotico, è costruito in marmo rosa di Verona, con una pregevole decorazione eseguita quasi per intero dall’Antelami. All’interno altorilievi che rappresentano il ciclo dei mesi e delle stagioni a cui si ispirò Francesco Guccini per una sua celebre canzone, Rank.

Il Palazzo della Pilotta, fatto costruire dai Farnese, poi modificato ed ampliato nel corso dei secoli, ospita la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico Nazionale, il ligneo Teatro Farnese, uno dei teatri storici più belli del mondo, il Museo Bodoniano e la Galleria Nazionale, dove sono custodite opere del Correggio, del Parmigianino, di Beato Angelico, di Leonardo e di Cima da Conegliano.

Nel cuore di Parma è incastonato uno dei più preziosi gioielli del rinascimento italiano, la chiesa Magistrale di Santa Maria della Steccata. Ospita lo stupendo ciclo di affreschi del Parmigianino che illustra la parabola delle Vergini Savie e delle Vergini Folli. Gli affreschi sono gemme pittoriche incastonate nelle meravigliose decorazioni architettoniche costituite da splendidi rosoni in rame dorato.

Il Teatro Regio di Parma è un teatro dell’opera nato nel 1821 sulle ceneri del Monastero S. Alessandro per volontà della duchessa Maria Luigia d’Austria ed ha una capacità di 1200 posti. Nel 1829 vi ebbe luogo la prima con l’opera di Vincenzo Bellini “Zaira”.

Parma non è solo città d’arte, ma anche di cultura, specie di quella musicale che ruota attorno alla figura del compositore Giuseppe Verdi.

Importantissimi e famosi in tutto il mondo sono inoltre i suoi prodotti alimentali quali il Crudo di Parma e il Parmigiano Reggiano.

 

Partenza da Pescara domenica 23 aprile (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20. Rientro a Pescara martedì 25 in tarda serata.

La quota di partecipazione di euro 290 comprende: pernottamento presso l’Hotel “La Favorita” **** di Mantova e presso lo Starhotels Du Parc **** di Parma, in camera doppia (Supplemento per pochissime singole euro 70), trasporto in Bus Satam, guide, assicurazione, cena della domenica e del lunedì, mini crociera di un’ora sui laghi mantovani, tassa di soggiorno a Mantova e Parma.

La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”. Consigliata la card di euro 20 (+ 5.50 per la Camera degli Sposi) da prenotare per tutti i Musei di Mantova e Sabbioneta.

Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 100; saldo entro il 10 aprile 2017.

Non verrà considerato prenotato chi non avrà versato l’anticipo.

Cordiali saluti.                                                        

                                                                              Agnese Petrelli

 

 

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.

Prenotazioni e informazioni:

Agnese Petrelli, via America 58 – 64026 Roseto degli Abruzzi (TE), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359.

Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it.

 

 

CIRC. AIIG ABRUZZO n.3 2016-17

    

                                                                                              Roseto degli Abruzzi, 24 gennaio 2017        

                                                                                             Ai Signori Soci                                                                                                                     

Circolare n. 3 –  ANNO SOCIALE 2016 -17     (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Oggetto:

attività della Sezione Abruzzo per i mesi di febbraio e marzo 2017

 

Comunicazione

E’ quasi pronto il progetto per un Corso di Formazione e Ricerca, rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado di scuola, sul tema “Antropocene: una geografia dello spazio futuro”.

 

  1. Mercoledì 8 febbraio 2017 – ore 16.00

Al cinema insieme: nostalgia del nero

 

Un omaggio e un ricordo nostalgico di una stagione favolosa del cinema hollywoodiano nella produzione di film noir e l’ascesa di uno dei più grandi divi del cinema, Humphrey Bogart.

Proiezione del primo film: Lo sconosciuto del terzo piano di Boris Ingster (1940) a cura del critico cinematografico Rolando D’Alonzo.

Montesilvano, Associazione Miricreo, via Verrotti 13 (da Pescara, subito prima di Oasi, entrare nel cancelletto giallo di Tutto compreso e scendere dietro al palazzo)

 

  1. Domenica 12 febbraio 2017

La Reggia di Caserta e Casertavecchia

 

La Reggia di Caserta è la residenza reale più grande al mondo e i proprietari storici sono stati i Borbone di Napoli, oltre a un breve periodo in cui fu abitata dai Murat.  

Nel 1997 è stata dichiarata dall'UNESCO, insieme con l'acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio, patrimonio dell'umanità.

Il Palazzo reale di Caserta fu voluto dal Re di Napoli Carlo di Borbone, il quale desiderava che fosse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles. Si diede inizialmente per scontato che sarebbe sorta a Napoli, ma Carlo di Borbone, cosciente della vulnerabilità della capitale a eventuali attacchi (specie da mare), pensò di costruirla nell'entroterra, nell'area casertana, un luogo più sicuro e non troppo distante da Napoli. Dopo il rifiuto di Nicola Salvi, afflitto da gravi problemi di salute, il sovrano si rivolse all'architetto Luigi Vanvitelli.

La reggia, definita l'ultima grande realizzazione del Barocco italiano, fu terminata nel 1845.

Il parco reale di Caserta si estende per 3 chilometri di lunghezza su 120 ettari di superficie. In corrispondenza del centro della facciata posteriore del palazzo si dipartono due lunghi viali paralleli fra i quali si interpone una serie di suggestive fontane che collegano il Giardino all'italiana con il Giardino all'inglese caratterizzato dall'apparente disordine "naturale" di piante, corsi d'acqua, laghetti, "rovine" secondo la moda nascente derivata dai recenti scavi pompeiani. Di spicco, il bagno di Venere, il Criptoportico, i ruderi del Tempio dorico.

Casertavecchia

Sorge alle pendici dei monti Tifatini a 401 metri di altitudine. Edificato su un preesistente villaggio romano, nell’879 appartenne ai Longobardi. Nel secolo IX gli abitanti e il Clero si videro costretti a rifugiarsi sui monti. Nel 1062 ebbe inizio la dominazione normanna che portò il paese al suo massimo sviluppo negli anni 1100-1129 con la costruzione della attuale Cattedrale. Il Borgo passa poi sotto la dominazione degli Svevi e, nel 1442, con gli Aragonesi vede decadere la sua importanza perché la vita incomincia a svilupparsi in pianura fino al definitivo trasferimento nella nuova Caserta.

A ricordo di uno splendido passato il Duomo, il campanile, la Chiesa dell’Annunziata, i resti del Castello e le strade del borgo tutte in stile siculo-normanno.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 6.30; da Chieti (S. Giustino) alle ore 5.50.

Rientro intorno alle ore 21.00. Quota di partecipazione euro 30, guida compresa. Pranzo al sacco.

 

  1. Mercoledì 22 febbraio 2017 – ore 16.00

Al cinema insieme: nostalgia del nero

Proiezione del secondo film: Il mistero del falco di Jhon Huston (1942) a cura del critico cinematografico Rolando D’Alonzo.

Montesilvano, Associazione Miricreo, via Verrotti 13 (da Pescara, subito prima di Oasi, entrare nel cancelletto giallo di Tutto compreso e scendere dietro al palazzo)

 

  1. Sabato 25 e domenica 26 febbraio 2017

Manfredonia tra sacro e profano

Sabato 25

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara: dall’epoca dei Crociati, l’abbazia di San Leonardo era considerata luogo strategico per coloro che si recavano in Terra Santa. Fondata tra gli ultimi anni dell'XI e i primi del XII sec. dai Canonici regolari di S. Agostino, nel 1261 venne concessa all'Ordine dei Cavalieri Teutonici. Lo stile è il romanico del sec. XI come testimonia il solenne e ricco portale.

L’abbazia è nota anche per il fenomeno astronomico che si verifica nei solstizi e negli equinozi quando un raggio di sole attraversa il rosone e va a cadere sul pavimento al centro di due pilastri che sorreggono la navata centrale disegnando sul pavimento una rosa ad undici petali.

Centro storico di Manfredonia: è un’occasione unica per conoscere il magnifico ed irripetibile equilibrio tra passato, presente e futuro che traluce da ogni angolo, da ogni palazzo, da ogni pietra. Simbolo più evidente di questo equilibrio sono le mura ed i torrioni che cingono il centro storico.

Al momento il Castello Svevo Angioino Aragonese con il Museo Archeologico Nazionale, che custodisce le famose “Stele Daune” ed altri reperti dell’antica Sipontum, è in fase di restauro.

Si visiterà il cantiere navale dei Maestri d’ascia, dove verranno illustrate nozioni sulla fabbricazione delle barche, il borgo marinaro con il caratteristico Arco Boccolicchio, Palazzo San Domenico, dove sono custodite delle collezioni di 414 monete risalenti al V ed al III secolo a. C. che rappresentano il “Tesoretto di Arpi”, i 77 reperti archeologici della “collezione Rizzon” e l’acquerello di Chatelet che raffigura Manfredonia. Infine visita al Duomo della Cattedrale di San Lorenzo Maiorano, che conserva la statua lignea della Madonna “dagli occhi sbarrati” detta “la Sipontina”.

Parco Archeologico di Siponto “Le Basiliche”: un’area archeologica di grande rilevanza che testimonia l’importanza raggiunta dall’antica Siponto in epoca romana (colonia dal 194 a.C.), quando divenne uno dei principali porti della Regio II. Visiteremo la chiesa di Santa Maria Maggiore, un singolare edificio dalle forme anomale: pianta quadrata, due "chiese" indipendenti di cui una interrata come una cripta, due absidi a vista, un portale monumentale.

L'elemento caratterizzante è l’installazione artistica del giovane Edoardo Tresoldi: una struttura in rete metallica leggera e trasparente che ridisegna i volumi originari dell’antica basilica. Un’opera permanente alta 14 metri che rende unico l’intervento: un originale connubio tra archeologia e arte contemporanea restituisce la terza dimensione ad architetture ormai scomparse, integrandosi e fondendosi con l’ambiente circostante, a fini conservativi e divulgativi.

Domenica 26

Carnevale di Manfredonia: spettacolare Grande parata dei Carri allegorici e dei Gruppi mascherati.

La monumentalità dei Carri e la pregevole fattura dei manufatti in cartapesta rivelano la presenza a Manfredonia di maestranze di grande talento, che riescono, con l'uso sapiente dei materiali tradizionali, ma anche delle tecniche più innovative, a rappresentare plasticamente i temi più dibattuti della politica e della cultura.

Nel pomeriggio visita all’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, vicino Monte Sant’Angelo.

Fondata sul colle di Pulsano da San Gregorio Magno nel VI secolo, è da sempre luogo mistico frequentato da monaci anacoreti e cenobiti, sia orientali sia latini. Nell’Abbazia è attiva una scuola permanente di iconografia che, durante l’estate, avvicina all’immenso patrimonio teologico – spirituale delle sante icone giovani e adulti desiderosi di imparare la simbologia e il significato teologico delle icone e di riflettere sul valore e sul significato dell’arte sacra nella tradizione ecclesiale.

Partenza da Pescara sabato 25 (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20. Rientro a Pescara domenica 26 intorno alle ore 21.00.

La quota di partecipazione di euro 160 comprende: pernottamento presso il Regiohotel Manfredi **** di Manfredonia, in camera doppia (Supplemento singola euro 20), trasporto in Bus Satam, guida, assicurazione, pranzo del sabato “a buffet” con degustazione di prodotti tipici locali tra cui la famosa “farrata” di Carnevale a base di grano e farro, cena del sabato con musica e pranzo della domenica, tipico pugliese, nel centro storico di Manfredonia

La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”.

Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 80; saldo assolutamente entro il 12 febbraio 2017.

Non verrà considerato prenotato chi non avrà versato l’anticipo entro la data fissata.

 

  1. Domenica 12 marzo 2017

Mostra “Artemisia Gentileschi e i suoi tempi” a Roma, Palazzo Braschi

Passeggiata romana

Questa mostra si propone di smentire almeno due luoghi comuni attorno all’artista: il primo legato all’influenza per lei del celebre, e fin troppo citato, episodio della violenza subita da Agostino Tassi, vicenda del tutto marginale. Il secondo alla sua per certi versi acritica omologazione come caravaggista tout court”. È l’ex soprintendente al Polo Museale napoletano Nicola Spinosa a chiarire alcuni spunti di interesse della mostra Artemisia Gentileschi e il suo tempo, nei saloni del Museo di Roma.

In realtà lei superò presto il trauma del processo, divenendo una protagonista presso corti prestigiose come quella fiorentina dei Medici o quella napoletana dei Borbone, e poi a Londra, dove accorse ad assistere l’anziano padre Orazio. E nella sua parabola artistica, partì evidentemente dalla lezione del Caravaggio, ma cercò presto di superarla nella direzione del classicismo e del pittoricismo”, puntualizza ancora Spinosa, ideatore della mostra.

Sono circa 100 le opere, con capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, Ester e Assuero del Metropolitan Museum di New York, l’Autoritratto come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut; affiancati da opere, che ne contestualizzano il percorso di artisti, come Cristofano Allori, Simon Vouet, lo stesso Orazio Gentileschi, Giovanni Baglione, Jusepe de Ribera, Francesco Guarino, Massimo Stanzione.

Nel pomeriggio passeggiata romana a cura di Emilio De Grazia.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.

Rientro intorno alle ore 21.00. Quota di partecipazione euro 28. Pranzo al sacco.

Ingresso alla mostra euro 11 (intero), euro 9 (ridotto). Auricolare euro 4 a persona.

 

  1. Mercoledì 15 marzo 2017 – ore 16.00

Proiezione del terzo film: Vertigine di Otto Preminger (1944) a cura del critico cinematografico Rolando D’Alonzo.

Montesilvano, Associazione Miricreo, via Verrotti 13 (da Pescara, subito prima di Oasi, entrare nel cancelletto giallo di Tutto compreso e scendere dietro al palazzo)

 

  1. Domenica 26 marzo 2017

Due rocche fortificate: Sassocorvaro (PU) e San Leo (RN)

La Rocca di Sassocorvaro, avamposto naturale dell'entroterra appenninico a specchio sul bacino artificiale del lago di Mercatale, domina dalla sommità di un colle il confine tra l'alta e la media valle del Foglia. Capolavoro unico di architettura militare è opera di Francesco Di Giorgio Martini. L’architetto ricevette l’incarico, nel 1475, di ristrutturare la fortezza che ivi sorgeva da 400 anni e che il diffondersi delle artiglierie nelle nuove tecniche della guerra rendeva ormai superata. Fu appunto per attutire l’impatto dei colpi di bombarda che l’architetto senese ridisegnò la rocca avvolgendola in una serie di superfici curve anche se questo carattere dominante avrebbe potuto penalizzare gravemente le difese tradizionali.

La Fortezza di San Leo, durante il Medioevo, venne contesa da Bizantini, Goti, Longobardi e Franchi.

Nel 1502 fu conquistata da Cesare Borgia, il Valentino, ma dopo un anno ritornò nelle mani dei Montefeltro e nel 1527 passò in quelle dei Della Rovere. Nel 1631, quando il Ducato di Urbino passò sotto il diretto dominio dello Stato Pontificio, venne adattata a carcere: nelle sue celle, al tempo dei moti rivoluzionari di Romagna, furono imprigionati numerosi patrioti risorgimentali tra cui Felice Orsini. Ma il più noto, il cui nome è legato indissolubilmente alla Fortezza, è il Conte di Cagliostro, pseudonimo di Giuseppe Balsamo da Palermo, affascinante e misterioso avventuriero massone e occultista del XVIII secolo. Oggi, il Forte di San Leo, ripulito dalle sovrastrutture ottocentesche e riportato alle eleganti linee rinascimentali, è uno dei più celebrati esempi di arte militare ed ospita una notevole collezione di armi antiche e moderne.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.

Rientro alle ore 21.00. Quota di partecipazione euro 30, guida compresa. Pranzo al sacco.

Sono esclusi gli ingressi.

Cordiali saluti.                                                        Agnese Petrelli

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.

Prenotazioni e informazioni: Agnese Petrelli, via America 58 – 64026 Roseto degli Abruzzi (TE), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359. Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it.

Circolare n. 2 – ANNO SOCIALE 2016 -17 (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

 

 

Roseto degli Abruzzi, 22 ottobre 2016

Ai Signori Soci

Circolare n. 2 – ANNO SOCIALE 2016 -17 (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Comunicazione

Nella seduta del 5 aprile 2016 il Consiglio centrale AIIG ha deciso di aumentare, dopo sei anni, la quota di iscrizione da € 30 a € 35. Inalterata quella dei soci juniores e familiari (€ 15).

 

 

Oggetto:

attività della Sezione Abruzzo per i mesi di novembre, dicembre e gennaio 2017

 

  1. Domenica 13 novembre 2016

L’autunno nella Valle del Metauro: paesaggi e tartufi

Al mattino Fiera Nazionale del tartufo bianco di Acqualagna (PU).

Nel pomeriggio visita a Cagli, l’antica ad Calem sulla Via Flaminia, con il Torrione di Francesco di Giorgio Martini, l’elegante Teatro Comunale del secolo XIX e la Chiesa di S. Francesco, che conserva al suo interno affreschi attribuiti ad Antonio Alberti da Ferrara. Di notevole interesse la Chiesa di S. Angelo Minore risalente al sec. XVI e altri tesori da scoprire.

 

Continue reading

Circolare n. 1 – ANNO SOCIALE 2016 -17 (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Roseto degli Abruzzi, 1 settembre 2016               

             

Ai  Signori  Soci                                                                                                                     

Circolare n. 1  –  ANNO SOCIALE 2016 -17     (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Comunicazioni

a)  Nella seduta del 5 aprile 2016 il Consiglio centrale AIIG ha deciso di aumentare, dopo sei anni, la quota di iscrizione da € 30 a € 35. Inalterata quella dei soci juniores e familiari (€ 15).

 

Continue reading

In Sicilia – luglio 2016

Gita molto bene organizzata; ho provato grande emozione vedendo la Scala dei Turchi riflessa sul mare. (Erminia)

Bellissimo viaggio ricco di bellezze naturali, di arte, di storia. Emozionante l'Etna, suggestiva la Scala dei Turchi.

Sicilia particolare dai posti più nascosti. (Marisa)

Sicilia sempre bella e affascinante. Mi è piaciuto tutto, in particolare la Scala dei turchi, Selinunte e Cefalù. (Luisa)

 

Continue reading

Circolare n. 6 AIIG Abruzzo – attività della Sezione Abruzzo per fine giugno e luglio 2016

visso
visso
« 1 di 14 »

 

 

 

 

                                                                                                  Roseto degli Abruzzi, 20 giugno 2016               

                                                                                                 Ai Signori Soci                                                                                                                     

Circolare n. 6  (ultima dell'anno sociale 2015-16)

 

 

Oggetto: attività della Sezione Abruzzo per fine giugno e luglio 2016

 

  1. Sabato 25 giugno 2016 – (pomeriggio)

     

     

    Morro d'oro: Santa Maria di Propezzano (TE), una chiesa della valle delle Abbazie

     

Insieme con l’adiacente monastero fu parte dell’abbazia omonima appartenuta all’ordine dei padri benedettini. Il nome “Propezzano” sembra si possa etimologicamente ricollegare a quello della Madonna Propiziatrice ai miseri, cui la chiesa è intitolata. Secondo la tradizione fu eretta in seguito ad un'apparizione della Madonna (10 maggio 715).

La costruzione è romanica (forse del 1285), con facciata costituita su un corpo di fabbrica mediano e conclusa in alto da una cornice orizzontale in cotto ad archetti intrecciati; precede la chiesa un portico ad archi ogivali su tozze colonnine, sotto il quale è il portale con gli antichi battenti fasciati di ferro e, attorno, avanzi di affreschi della prima metà del '400.

 

Continue reading

Viaggio Estivo – Sicilia, crogiolo e ponte tra etnie e culture del Mediterraneo

sicilia
sicilia
« 1 di 13 »

 VIAGGIO ESTIVO – ANNO SOCIALE 2015/16

Sicilia, crogiolo e ponte tra etnie e culture del Mediterraneo

 

Da lunedì 18 luglio a giovedì 28 luglio 2016

Il viaggio è riservato ai Soci iscritti per l'anno sociale 2015/16.

Programma di massima che potrà subire alcune variazioni per esigenze contingenti.

 

Lunedì 18 luglio 2016

Partenza dalla stazione vecchia di Pescara (terminal bus) alle ore 7.00.

Arrivo a Linguaglossa (CT) per la cena e la sistemazione presso l'Hotel Villa Neri Resort&Spa*****

 

Continue reading

Circolare n.4 anno sociale 2015/16

Circolare n. 4   (anno sociale 2015-16)

Comunicazioni

a)  CONCORSO FOTOGRAFICO AIIG 2015

Fotografi di classe

Paesaggi della scuola attraverso gli “obiettivi” di studenti e docenti

Possono partecipare classi delle scuole di ogni ordine e grado. Categoria 1: Classi quarte e quinte di Scuola primaria; Categoria 2: Classi di Scuola secondaria di primo grado; Categoria 3: Classi di Scuola secondaria di secondo grado.

Ogni classe può partecipare al concorso con una sola fotografia del paesaggio del proprio territorio. Il concorso verrà gestito attraverso il Social Network Facebook; le immagini fotografiche dovranno pervenire tramite messaggio all’indirizzo mail concorsofotoaiig@gmail.com entro e non oltre il 30 Aprile 2016. Regolamento sul sito

 

Continue reading

Viaggio di studio in Terra d’Otranto – Castelli … sul mare – Programma

 

Viaggio di studio in Terra d'Otranto

 

Castelli…. sul mare

 

Sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 aprile 2016

 

Il viaggio è riservato ai Soci iscritti e a coloro che si iscriveranno per l'anno sociale 2015/16.

 

Programma di massima

 

Sabato 23 aprile 2016

Partenza dalla stazione vecchia di Pescara (terminal bus) alle ore 6.30.

Sosta a Nardò per la visita a piazza Salandra, una delle piazze più belle del Mezzogiorno, e alle spiagge di Santa Maria al Bagno e Santa Caterina. Proseguimento per Galatina, patria della "pizzica" e del "pasticciotto leccese", dove visiteremo la famosa Basilica di Santa Caterina D'Alessandria, seconda per ricchezza decorativa solo a quella di San Francesco d'Assisi.

Se ci sarà tempo includeremo anche Soleto, patrimonio dell'Umanità, dove ammireremo la Guglia Orsiniana, emblema del paese.

Continue reading

Facebook Feed

Circolare corretta



Roseto degli Abruzzi, 11 aprile 2018
Ai Signori Soci
Circolare n. 5 - ANNO SOCIALE 2017-18 (1° settembre 2017 - 31 agosto 2018)
Si ricorda di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

Oggetto: attività della Sezione Abruzzo per i mesi di maggio e primi di giugno 2018

1) Domenica 13 maggio 2018
Geografia del gusto: una domenica virtuosa
Cellino Attanasio e Canzano
Cellino Attanasio, un comune di 2.880 abitanti in provincia di Teramo, si trova sullo spartiacque tra la Valle del Vomano e la Valle del Piomba, ad un'altitudine di circa 430 metri sul livello del mare.
Il territorio conserva testimonianze a partire dall'età del bronzo. In età romana è documentata la presenza di un vicus e di ville rustiche in varie località. Dapprima proprietà dei benedettini dell'abbazia di San Giovanni in Venere, fu poi feudo degli Acquaviva, duchi di Atri che lo tennero dal tardo Trecento fino alla loro scomparsa nel Settecento.
Essi lo fortificarono dotandolo di nove torrioni rompitratta ed angolari cilindrici.
Si conserva un tratto della cinta muraria con due torrioni ancora in buone condizioni. Sant’Attanasio, festeggiato il 2 maggio, è il patrono del paese.
Visiteremo il centro storico medievale, con stradine strette, scalinate, larghi, piazze ed affacci. Interessante la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria La Nova, costruita su progetto di Matteo De Caprio, decorata all’esterno da un bellissimo portale di origine quattrocentesca e da un alto campanile; all’interno sono due altari lignei ed un monumento funebre di stile rinascimentale posto nel coro, dietro l'altare maggiore, dedicato a Giovanni Battista Acquaviva morto a soli 14 anni nel 1496.
L'organo a canne settecentesco dei Fratelli D'Onofrio è stato restaurato nel 2000 dal Maestro organaro Alessandro Girotto.
Alcuni antichi fontanili (la quattrocentesca fonte Cisterna e la settecentesca fonte Luccio), sono situati a breve distanza dalle originarie porte di accesso al paese.
Per gli appassionati delle “virtù” all’ora di pranzo proponiamo una sosta culinaria a Canzano.
Situato sulla cima di un colle, a 448 metri di altezza, Canzano è un vivace centro agricolo del sub appennino abruzzese e conta circa 2000 abitanti.
A guardia delle vallate del Tordino e del Vomano, dal suo belvedere è possibile scorgere l'intera provincia: le vette del Gran Sasso, i monti della Laga, la Maiella, il mare di Giulianova e di Roseto.
La strada principale inizia dalla porta che oggi si dice "Nuova", percorre via Roma e in piazza si dirama tra vie strette e vicoletti, tipiche viuzze dei castelli medioevali come la Strada Piazzetta larga solo 65 centimetri. Il borgo contiene un'antica cinta muraria con un torrione merlato medioevale del secolo XI. Ottima la gastronomia che tra i piatti tipici annovera il famoso “tacchino alla canzanese”, deliziosa pietanza in gelatina che rappresenta la cucina teramana nel mondo. E non mancano “le virtu” che il Ristorante “la Tacchinella” ogni anno prepara per il 1° maggio e l'intero mese. Qui pranzeremo con il seguente menù: virtù a sazietà, tacchino alla Canzanese, galantina, mazzarella, sott’aceti della casa, dolce tipico, caffè, bevande varie, vino della casa Cantina San Lorenzo.
Gli ospiti sono abitualmente invitati a visitare, nei sotterranei, “la neviera”.
Quota di partecipazione: euro 18,00; pranzo euro 28,00.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 8.10; da Pescara (terminal bus) alle ore 8.30.
Soste: Montesilvano, Città S. Angelo, Roseto degli Abruzzi, Giulianova e rientro in serata.

2) Domenica 20 maggio 2018
Pompei “svelata” ed Ercolano “la piccola Pompei”
Visita agli scavi di Pompei con molte novità: la Casa del Marinaio, la Casa dei Mosaici geometrici, la Casa di Championnet, la Casa di Casca Longa, la Casa dei Vettii, la Casa di Marco Frontone sulla via di Stabia e il Santuario di Apollo, da poco restaurato.
Ercolano (Herculaneum): anche per questa antica città romana la vita fu bruscamente interrotta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
La gran parte del parco archeologico visitabile è costituita, ad eccezione delle terme e della palestra, da abitazioni private di età imperiale, caratterizzate da una grande varietà tipologica: case con impianto tradizionale, caseggiati plurifamiliari, grandi residenze che sviluppano parte dei loro quartieri in posizione dominante sul mare ed a cavallo delle mura. Nonostante i limiti di estensione della città portata alla luce, sembra che l’impianto urbano fosse articolato su almeno tre decumani intersecati da cinque cardini perpendicolari ai decumani ed alla linea di costa.
Ci accompagnerà il prof. Massimo Rippa.
Quota di partecipazione: euro 35, guida compresa. Ingressi e auricolari esclusi.
Pranzo al sacco poiché la zona degli scavi non offre molte possibilità di mangiare.
Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 6.30, da Chieti (stazione) alle ore 6.45, rientro in serata.
3) Sabato 2 giugno e domenica 3 giugno 2018
Viaggio nel mondo degli Etruschi
Intorno al secolo VIII a.C. gli Etruschi si attestarono tra Toscana, Alto Lazio e Umbria nord occidentale; di qui si spinsero in Campania, Emilia Romagna e toccarono anche il Veneto. Inizialmente costituivano una comunità agricola e vivevano in piccoli villaggi; in seguito, favoriti dalla ricchezza mineraria dei territori, si dedicarono alla lavorazione dei metalli e al commercio, attività legate a una vita cittadina. L’evoluzione tecnica di navigazione li portò a contendere a Greci e Cartaginesi il controllo delle rotte tirreniche e adriatiche. Il loro declino venne causato dall’impossibilità di sostenere la pressione dei coloni greci nel sud Italia, ma soprattutto dall’affermazione di Roma come potenza dominante.
Di loro sappiamo poco. Oltre a qualche riferimento negli scritti di autori latini, abbiamo solo ciò che offrono le tombe. Sono le tombe che bisogna visitare e i musei dove si conserva ciò che da esse è stato asportato.
Tarquinia, una pagina della grande pittura italiana
La necropoli di Tarquinia nel 2004 fu dichiarata dall'UNESCO "Patrimonio dell'Umanità" per la presenza di un eccezionale ciclo monumentale di tombe dipinte, definito come " la prima pagina della grande pittura italiana ". Più di 6.000 tombe sotterranee occupano tutto il vasto colle dei "Monterozzi". Le tombe dipinte, ornate con scene figurate tra cui cacciatori, pescatori, suonatori, danzatori, giocolieri, atleti, rappresentano la ricchezza ed il potere dei defunti per cui furono eseguite: sono il simbolo del loro elevato rango sociale. L'importanza della pittura etrusca è legata anche alla totale perdita della pittura greca, di cui possiamo farci un'idea tramite le decorazioni di alcune eccezionali tombe tarquiniesi, dove si è ipotizzata la mano di artisti greci, attirati in Italia a decorare i sepolcri dei ricchi etruschi.
Il Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense, ospitato nel quattrocentesco Palazzo Vitelleschi, conserva i materiali provenienti dagli scavi condotti nell'area dell’antica città etrusca e delle sue vaste necropoli.
Cerveteri, la necropoli più imponente di tutta l’Etruria dove i reperti prendono vita
Tra il lago di Bracciano e il mare si stendeva l’importante città di Caere, celebre per la sua vasta necropoli che circonda il perimetro dell’antico abitato.
La Necropoli di Cerveteri, centro propulsore della civiltà etrusca, dichiarata nel 2004 Bene Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che si snoda per più di due chilometri, è sicuramente una delle più monumentali dell’intero mondo mediterraneo.
Le tombe, entro tumulo, scavate e in parte costruite nel tufo, testimoniano il desiderio delle famiglie aristocratiche di mostrare la loro ricchezza e di perpetuare nell’aldilà un livello di vita di altissima qualità. In tal modo possono spiegarsi gli accumuli di beni di lusso quali vasellame in metallo prezioso, oreficerie, vasi figurati, bronzi, oggetti provenienti dalle zone del Vicino Oriente e dalla Grecia, oltre ad armi, cinturoni, rasoi, fibule, gioielli.
Suggestivi gli interni, che imitano le case dei vivi a più ambienti con porte e finestre sagomate, colonne e pilastri, soffitti a travicelli e a cassettoni, mobili, letti funebri, talora suppellettili. Interessanti le tombe “a dado”, che si allineano su vie sepolcrali a maglia regolare e ci restituiscono l’immagine di un contemporaneo quartiere urbano.
Il Museo Nazionale Cerite ha sede nella suggestiva rocca medievale di Cerveteri, già di proprietà dei principi Ruspoli, il cui nucleo originario risale al XII secolo. Le raccolte documentano le varie fasi culturali di Cerveteri e del suo territorio a partire dal IX secolo a.C. fino alla romanizzazione.
Di particolare interesse alcuni corredi di tombe, ricche di oggetti importati da varie aree del mondo greco e dal Vicino Oriente oltre che prodotti locali. In particolare, coppe provenienti da Rodi, portaprofumi di fabbrica corinzia, amuleti di tipo egizio, grandi olle decorate con teste di grifo di ispirazione orientale, vasi con vivaci rappresentazioni del mito greco, oggetti lignei. Di produzione etrusca statue di leoni e sfingi, oltre alla famosa statua del demone Tuchulca.
Il Museo è al primo posto al mondo per tecnologia, grazie al "touch on glass": si tocca una teca e millenari reperti archeologici riprendono vita per raccontare storia, curiosità e segreti sull'affascinante mondo degli Etruschi. Proiezioni audiovisive, ricostruzioni virtuali, effetti luminosi e sonori, ci porteranno indietro nel tempo!
Il progetto multimediale è stato sviluppato da Piero Angela e Paco Lanciano sia alla Necropoli della Banditaccia di Cerveteri sia al Museo Nazionale Cerite per far "parlare le pietre" e narrare le storie nascoste di questi reperti straordinari che sono arrivati sino a noi dopo essere rimasti sepolti per oltre due millenni. Dopo un filmato in 3D segue la visita all'interno di otto tombe, in cui il visitatore è "avvolto" dalla narrazione e dalla proiezione delle ricostruzioni che lo immergono in un'atmosfera magica, mostrando dal vivo come erano le tombe, riproducendo le atmosfere del tempo e i loro tesori con assoluto rigore scientifico e rispetto per la sacralità dei luoghi.
Ci perderemo tra le strade della "città dei morti", entrando nelle loro case.
Vulci
Esplorata archeologicamente a partire dall’800, è stata una delle metropoli dell’Etruria marittima nota nelle fonti con il nome etrusco Velx, greco Velzna.
Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci nasce il 12.7.1999 grazie ad una convenzione sottoscritta dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali e dagli Enti Locali interessati.
Per un concorso di fortunate circostanze l’ambiente naturale si è conservato assai simile al paesaggio ottocentesco della Maremma laziale, il cui fascino attirò studiosi e viaggiatori.
La civiltà etrusca è documentata dalle necropoli che comprendono circa 30.000 tombe, molte delle quali inaccessibili, dislocate a corona intorno all’area urbana.
La città vera e propria fu distrutta dai Romani nel 280 a.C. Tra i resti più significativi è la cinta muraria. Costruita con blocchi regolari di tufo, era provvista di almeno cinque porte di cui tre ben conservate. Imponente il basamento in blocchi di tufo del Tempio Grande, del IV secolo a.C.; il cosiddetto Edificio in laterizio, forse un impianto termale del II secolo, l’Edificio Absidato, probabilmente una piccola basilica tardoantica, la Domus del Criptoportico, che conserva impianti termali con pavimenti a decorazione musiva e un Mitreo, piccolo santuario dedicato alla divinità orientale Mithra, in uso dal III al IV secolo d.C.
La costruzione della passerella sul fiume Fiora ha consentito di recuperare l’originale rapporto tra la città e le necropoli orientali, consentendo il raccordo tra l’area urbana ed i monumenti funerari etruschi, in particolare la tomba François ed il tumulo di Cuccumella.
Tuscania
La cittadina di Tuscania si colloca in un territorio estremamente interessante, tra colline e montagne, in un insieme ambientale affascinante. Si erge su di una collinetta, dalla quale domina tutti i sottostanti territori. La storia del popolamento di Tuscania ha inizio dalla fase finale del Bronzo. Il corso del fiume Marta e dei suoi affluenti sono il polo di attrazione dei primi stanziamenti arcaici sui rilievi naturali formati dall'erosione delle acque.
Monumenti di notevole importanza: la Cattedrale di San Pietro costruita nell’ XI secolo, in stile romanico lombardo, nota per lo stupendo rosone, per la facciata e per la cripta; il Duomo (ex Cattedrale San Giacomo), semplice ma imponente struttura risalente al 1563, e l’antica Chiesa di S. Maria Maggiore, eretta nel VIII secolo, famosa per la ricchezza dei dettagli e per il suggestivo affresco trecentesco del "Giudizio Universale".
Partenza sabato 2 giugno da Chieti (S. Giustino) alle ore 5.50; da Pescara (terminal bus) alle ore 6.30; rientro domenica 3 giugno in serata.
La quota di partecipazione di euro 180 comprende:
- trasporto in autobus Satam,
- un pernottamento in camera doppia presso l’Hotel Velcamare****, via degli Argonauti 1, Tarquinia Lido,
- la cena del 2 giugno in hotel,
- il pranzo del 3 giugno,
- la guida per tutta la visita, l’assicurazione.
Ingressi esclusi: Tarquinia (necropoli + museo euro 😎, Cerveteri (necropoli + museo euro 10), Vulci (parco archeologico euro 6), Vulci (museo euro 1).
Cordiali saluti a nome dell’intero Consiglio.
Agnese Petrelli

Prenotazione subito con anticipo di euro 50 e saldo entro il 20 maggio 2018, da versare su c/c postale n. 50447697, intestato a: A.I.I.G.– Sezione Abruzzo, via America 58, 64026 - Roseto degli Abruzzi o con bonifico (IBAN IT96R0760115400000050447697).

Segnalare tempestivamente per telefono il proprio versamento per essere conteggiati tra coloro che aderiscono ai viaggi.

Iscrizione anno sociale 2017/18: Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.
Agnese Petrelli (Presidente), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli (Vicepresidente), cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco (Segretario), tel. 085/960322, cell. 3483522359.
... See MoreSee Less

View on Facebook

Cari Soci,
vi invio la nuova circolare.
Cordiali saluti.
agnese petrelli

Roseto degli Abruzzi, 11 aprile 2018
Ai Signori Soci
Circolare n. 5 - ANNO SOCIALE 2017-18 (1° settembre 2017 - 31 agosto 2018)
Si ricorda di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

Oggetto: attività della Sezione Abruzzo per i mesi di maggio e primi di giugno 2018

1) Domenica 13 maggio 2018
Geografia del gusto: una domenica virtuosa
Cellino Attanasio e Canzano
Cellino Attanasio, un comune di 2.880 abitanti in provincia di Teramo, si trova sullo spartiacque tra la Valle del Vomano e la Valle del Piomba, ad un'altitudine di circa 430 metri sul livello del mare.
Il territorio conserva testimonianze a partire dall'età del bronzo. In età romana è documentata la presenza di un vicus e di ville rustiche in varie località. Dapprima proprietà dei benedettini dell'abbazia di San Giovanni in Venere, fu poi feudo degli Acquaviva, duchi di Atri che lo tennero dal tardo Trecento fino alla loro scomparsa nel Settecento.
Essi lo fortificarono dotandolo di nove torrioni rompitratta ed angolari cilindrici.
Si conserva un tratto della cinta muraria con due torrioni ancora in buone condizioni. Sant’Attanasio, festeggiato il 2 maggio, è il patrono del paese.
Visiteremo il centro storico medievale, con stradine strette, scalinate, larghi, piazze ed affacci. Interessante la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria La Nova, costruita su progetto di Matteo De Caprio, decorata all’esterno da un bellissimo portale di origine quattrocentesca e da un alto campanile; all’interno sono due altari lignei ed un monumento funebre di stile rinascimentale posto nel coro, dietro l'altare maggiore, dedicato a Giovanni Battista Acquaviva morto a soli 14 anni nel 1496.
L'organo a canne settecentesco dei Fratelli D'Onofrio è stato restaurato nel 2000 dal Maestro organaro Alessandro Girotto.
Alcuni antichi fontanili (la quattrocentesca fonte Cisterna e la settecentesca fonte Luccio), sono situati a breve distanza dalle originarie porte di accesso al paese.
Per gli appassionati delle “virtù” all’ora di pranzo proponiamo una sosta culinaria a Canzano.
Situato sulla cima di un colle, a 448 metri di altezza, Canzano è un vivace centro agricolo del sub appennino abruzzese e conta circa 2000 abitanti.
A guardia delle vallate del Tordino e del Vomano, dal suo belvedere è possibile scorgere l'intera provincia: le vette del Gran Sasso, i monti della Laga, la Maiella, il mare di Giulianova e di Roseto.
La strada principale inizia dalla porta che oggi si dice "Nuova", percorre via Roma e in piazza si dirama tra vie strette e vicoletti, tipiche viuzze dei castelli medioevali come la Strada Piazzetta larga solo 65 centimetri. Il borgo contiene un'antica cinta muraria con un torrione merlato medioevale del secolo XI. Ottima la gastronomia che tra i piatti tipici annovera il famoso “tacchino alla canzanese”, deliziosa pietanza in gelatina che rappresenta la cucina teramana nel mondo. E non mancano “le virtu” che il Ristorante “la Tacchinella” ogni anno prepara per il 1° maggio e l'intero mese. Qui pranzeremo con il seguente menù: virtù a sazietà, tacchino alla Canzanese, galantina, mazzarella, sott’aceti della casa, dolce tipico, caffè, bevande varie, vino della casa Cantina San Lorenzo.
Gli ospiti sono abitualmente invitati a visitare, nei sotterranei, “la neviera”.
Quota di partecipazione: euro 18,00; pranzo euro 28,00.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 8.10; da Pescara (terminal bus) alle ore 8.30.
Soste: Montesilvano, Città S. Angelo, Roseto degli Abruzzi, Giulianova e rientro in serata.

2) Domenica 20 maggio 2018
Pompei “svelata” ed Ercolano “la piccola Pompei”
Visita agli scavi di Pompei con molte novità: la Casa del Marinaio, la Casa dei Mosaici geometrici, la Casa di Championnet, la Casa di Casca Longa, la Casa dei Vettii, la Casa di Marco Frontone sulla via di Stabia e il Santuario di Apollo, da poco restaurato.
Ercolano (Herculaneum): anche per questa antica città romana la vita fu bruscamente interrotta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
La gran parte del parco archeologico visitabile è costituita, ad eccezione delle terme e della palestra, da abitazioni private di età imperiale, caratterizzate da una grande varietà tipologica: case con impianto tradizionale, caseggiati plurifamiliari, grandi residenze che sviluppano parte dei loro quartieri in posizione dominante sul mare ed a cavallo delle mura. Nonostante i limiti di estensione della città portata alla luce, sembra che l’impianto urbano fosse articolato su almeno tre decumani intersecati da cinque cardini perpendicolari ai decumani ed alla linea di costa.
Ci accompagnerà il prof. Massimo Rippa.
Quota di partecipazione: euro 35, guida compresa. Ingressi e auricolari esclusi.
Pranzo al sacco poiché la zona degli scavi non offre molte possibilità di mangiare.
Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 6.30, da Chieti (stazione) alle ore 6.45, rientro in serata.
3) Sabato 2 giugno e domenica 3 giugno 2018
Viaggio nel mondo degli Etruschi
Intorno al secolo VIII a.C. gli Etruschi si attestarono tra Toscana, Alto Lazio e Umbria nord occidentale; di qui si spinsero in Campania, Emilia Romagna e toccarono anche il Veneto. Inizialmente costituivano una comunità agricola e vivevano in piccoli villaggi; in seguito, favoriti dalla ricchezza mineraria dei territori, si dedicarono alla lavorazione dei metalli e al commercio, attività legate a una vita cittadina. L’evoluzione tecnica di navigazione li portò a contendere a Greci e Cartaginesi il controllo delle rotte tirreniche e adriatiche. Il loro declino venne causato dall’impossibilità di sostenere la pressione dei coloni greci nel sud Italia, ma soprattutto dall’affermazione di Roma come potenza dominante.
Di loro sappiamo poco. Oltre a qualche riferimento negli scritti di autori latini, abbiamo solo ciò che offrono le tombe. Sono le tombe che bisogna visitare e i musei dove si conserva ciò che da esse è stato asportato.
Tarquinia, una pagina della grande pittura italiana
La necropoli di Tarquinia nel 2004 fu dichiarata dall'UNESCO "Patrimonio dell'Umanità" per la presenza di un eccezionale ciclo monumentale di tombe dipinte, definito come " la prima pagina della grande pittura italiana ". Più di 6.000 tombe sotterranee occupano tutto il vasto colle dei "Monterozzi". Le tombe dipinte, ornate con scene figurate tra cui cacciatori, pescatori, suonatori, danzatori, giocolieri, atleti, rappresentano la ricchezza ed il potere dei defunti per cui furono eseguite: sono il simbolo del loro elevato rango sociale. L'importanza della pittura etrusca è legata anche alla totale perdita della pittura greca, di cui possiamo farci un'idea tramite le decorazioni di alcune eccezionali tombe tarquiniesi, dove si è ipotizzata la mano di artisti greci, attirati in Italia a decorare i sepolcri dei ricchi etruschi.
Il Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense, ospitato nel quattrocentesco Palazzo Vitelleschi, conserva i materiali provenienti dagli scavi condotti nell'area dell’antica città etrusca e delle sue vaste necropoli.
Cerveteri, la necropoli più imponente di tutta l’Etruria dove i reperti prendono vita
Tra il lago di Bracciano e il mare si stendeva l’importante città di Caere, celebre per la sua vasta necropoli che circonda il perimetro dell’antico abitato.
La Necropoli di Cerveteri, centro propulsore della civiltà etrusca, dichiarata nel 2004 Bene Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che si snoda per più di due chilometri, è sicuramente una delle più monumentali dell’intero mondo mediterraneo.
Le tombe, entro tumulo, scavate e in parte costruite nel tufo, testimoniano il desiderio delle famiglie aristocratiche di mostrare la loro ricchezza e di perpetuare nell’aldilà un livello di vita di altissima qualità. In tal modo possono spiegarsi gli accumuli di beni di lusso quali vasellame in metallo prezioso, oreficerie, vasi figurati, bronzi, oggetti provenienti dalle zone del Vicino Oriente e dalla Grecia, oltre ad armi, cinturoni, rasoi, fibule, gioielli.
Suggestivi gli interni, che imitano le case dei vivi a più ambienti con porte e finestre sagomate, colonne e pilastri, soffitti a travicelli e a cassettoni, mobili, letti funebri, talora suppellettili. Interessanti le tombe “a dado”, che si allineano su vie sepolcrali a maglia regolare e ci restituiscono l’immagine di un contemporaneo quartiere urbano.
Il Museo Nazionale Cerite ha sede nella suggestiva rocca medievale di Cerveteri, già di proprietà dei principi Ruspoli, il cui nucleo originario risale al XII secolo. Le raccolte documentano le varie fasi culturali di Cerveteri e del suo territorio a partire dal IX secolo a.C. fino alla romanizzazione.
Di particolare interesse alcuni corredi di tombe, ricche di oggetti importati da varie aree del mondo greco e dal Vicino Oriente oltre che prodotti locali. In particolare, coppe provenienti da Rodi, portaprofumi di fabbrica corinzia, amuleti di tipo egizio, grandi olle decorate con teste di grifo di ispirazione orientale, vasi con vivaci rappresentazioni del mito greco, oggetti lignei. Di produzione etrusca statue di leoni e sfingi, oltre alla famosa statua del demone Tuchulca.
Il Museo è al primo posto al mondo per tecnologia, grazie al "touch on glass": si tocca una teca e millenari reperti archeologici riprendono vita per raccontare storia, curiosità e segreti sull'affascinante mondo degli Etruschi. Proiezioni audiovisive, ricostruzioni virtuali, effetti luminosi e sonori, ci porteranno indietro nel tempo!
Il progetto multimediale è stato sviluppato da Piero Angela e Paco Lanciano sia alla Necropoli della Banditaccia di Cerveteri sia al Museo Nazionale Cerite per far "parlare le pietre" e narrare le storie nascoste di questi reperti straordinari che sono arrivati sino a noi dopo essere rimasti sepolti per oltre due millenni. Dopo un filmato in 3D segue la visita all'interno di otto tombe, in cui il visitatore è "avvolto" dalla narrazione e dalla proiezione delle ricostruzioni che lo immergono in un'atmosfera magica, mostrando dal vivo come erano le tombe, riproducendo le atmosfere del tempo e i loro tesori con assoluto rigore scientifico e rispetto per la sacralità dei luoghi.
Ci perderemo tra le strade della "città dei morti", entrando nelle loro case.
Vulci
Esplorata archeologicamente a partire dall’800, è stata una delle metropoli dell’Etruria marittima nota nelle fonti con il nome etrusco Velx, greco Velzna.
Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci nasce il 12.7.1999 grazie ad una convenzione sottoscritta dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali e dagli Enti Locali interessati.
Per un concorso di fortunate circostanze l’ambiente naturale si è conservato assai simile al paesaggio ottocentesco della Maremma laziale, il cui fascino attirò studiosi e viaggiatori.
La civiltà etrusca è documentata dalle necropoli che comprendono circa 30.000 tombe, molte delle quali inaccessibili, dislocate a corona intorno all’area urbana.
La città vera e propria fu distrutta dai Romani nel 280 a.C. Tra i resti più significativi è la cinta muraria. Costruita con blocchi regolari di tufo, era provvista di almeno cinque porte di cui tre ben conservate. Imponente il basamento in blocchi di tufo del Tempio Grande, del IV secolo a.C.; il cosiddetto Edificio in laterizio, forse un impianto termale del II secolo, l’Edificio Absidato, probabilmente una piccola basilica tardoantica, la Domus del Criptoportico, che conserva impianti termali con pavimenti a decorazione musiva e un Mitreo, piccolo santuario dedicato alla divinità orientale Mithra, in uso dal III al IV secolo d.C.
La costruzione della passerella sul fiume Fiora ha consentito di recuperare l’originale rapporto tra la città e le necropoli orientali, consentendo il raccordo tra l’area urbana ed i monumenti funerari etruschi, in particolare la tomba François ed il tumulo di Cuccumella.
Tuscania
La cittadina di Tuscania si colloca in un territorio estremamente interessante, tra colline e montagne, in un insieme ambientale affascinante. Si erge su di una collinetta, dalla quale domina tutti i sottostanti territori. La storia del popolamento di Tuscania ha inizio dalla fase finale del Bronzo. Il corso del fiume Marta e dei suoi affluenti sono il polo di attrazione dei primi stanziamenti arcaici sui rilievi naturali formati dall'erosione delle acque.
Monumenti di notevole importanza: la Cattedrale di San Pietro costruita nell’ XI secolo, in stile romanico lombardo, nota per lo stupendo rosone, per la facciata e per la cripta; il Duomo (ex Cattedrale San Giacomo), semplice ma imponente struttura risalente al 1563, e l’antica Chiesa di S. Maria Maggiore, eretta nel VIII secolo, famosa per la ricchezza dei dettagli e per il suggestivo affresco trecentesco del "Giudizio Universale".
Partenza sabato 2 giugno da Chieti (S. Giustino) alle ore 5.50; da Pescara (terminal bus) alle ore 6.30; rientro domenica 3 giugno in serata.
La quota di partecipazione di euro 180 comprende:
- trasporto in autobus Satam,
- un pernottamento in camera doppia presso l’Hotel Velcamare****, via degli Argonauti 1, Tarquinia Lido,
- la cena del 2 giugno in hotel,
- il pranzo del 3 giugno,
- la guida per tutta la visita, l’assicurazione.
Ingressi esclusi: Tarquinia (necropoli + museo euro 😎, Cerveteri (necropoli + museo euro 10), Vulci (parco archeologico euro 6), Vulci (museo euro 1).
Cordiali saluti a nome dell’intero Consiglio.
Agnese Petrelli

Prenotazione subito con anticipo di euro 50 e saldo entro il 20 maggio 2018, da versare su c/c postale n. 50447697, intestato a: A.I.I.G.– Sezione Abruzzo, via America 58, 64026 - Roseto degli Abruzzi o con bonifico (IBAN IT96R0760115400000050447697).

Segnalare tempestivamente per telefono il proprio versamento per essere conteggiati tra coloro che aderiscono ai viaggi.

Iscrizione anno sociale 2017/18: Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.
Agnese Petrelli (Presidente), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli (Vicepresidente), cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco (Segretario), tel. 085/960322, cell. 3483522359.
... See MoreSee Less

View on Facebook

ASSOCIAZIONE ITALIANA INSEGNANTI DI GEOGRAFIA – SEZIONE ABRUZZO
Ente accreditato per la Formazione degli Insegnanti (D.M. 27/02/2003)
CORSO DI FORMAZIONE E RICERCA
LA CITTA’
Giovedì 8, venerdì 9 e sabato 10 MARZO 2018
Relatori: Emilio De Grazia, Fernando Tammaro
Laboratorio: Carmelita Cipollone
Destinatari: Insegnanti di tutte le discipline di scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo e secondo grado, Soci AIIG
Durata: 25 ore (lezioni frontali, laboratorio e lezione sul campo)
Sede: Pescara - Aula Magna Istituto Tecnico Statale “T. ACERBO”, via Pizzoferrato 1
Contributo spese: euro 80, compreso l’abbonamento alla Rivista “Ambiente Società Territorio”
È in corso l’attivazione della procedura per utilizzare la CARTA DEL DOCENTE
Iscrizione:
A. Petrelli 3382169585, 085/7932938 - E. Mazzocco 348352235 - G. Tacconelli-347/3305790
agnese.petrelli@yahoo.it
PROGETTO DI FORMAZIONE E RICERCA
Proposta dell’AIIG per la rete di scuole nell’ambito delle misure di accompagnamento per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali per il curricolo (DM. 254/2012), per il rafforzamento delle conoscenze e delle competenze degli alunni (DM. 762/2014) e la formazione del personale docente (legge 107/2015).
AMBITI della proposta formativa come previsto dal D.M. 170/2016:
Specifici:
1. Conoscenza e rispetto della realtà ambientale e naturale
2. Didattica delle singole discipline previste dagli ordinamenti
3. Cittadinanza attiva e legalità
Trasversali:
1. Didattica per competenze e competenze trasversali
TEMA DEL CORSO
La città
Cosa è una città?
La sedimentazione storica di specificità urbanistiche ed architettoniche delle città italiane, ma anche dei centri “minori” e di molti nostri borghi, orienta l’idea che abbiamo delle città verso la loro immagine fisica, la loro costruzione.
Talmente forte, il peso di una straordinaria storia artistica e civile, che siamo portati a considerare le periferie come fossero altro dalla “città” - da quello che oggi chiamiamo “centro” - se non un vero e proprio elemento di disturbo, un’incrinatura dell’immagine che ci è cara.
In effetti la città non è mai stata solo le sue mura, le sue strade, i suoi monumenti: è stata anche i suoi abitanti, le loro relazioni, la composizione dei gruppi sociali, quando non parentali, i poteri che l’hanno governata, quando non costruita, le idee che hanno presieduto alla loro forma, la registrazione dei mutamenti storici, i rapporti sociali ed i conflitti di cui sono state e continuano ad essere la scena.
Ma c’è dell’altro. La città si concretizza anche attraverso ciò che fermenta altrove: potere, culture, economia, mode, informazioni e costituisce un grumo di complessità dinamica di non facile decifrazione se non spostando lo sguardo verso un territorio più o meno vasto.
È lì, da sempre, che si può cogliere meglio il senso delle trasformazioni e si può percepire meglio quali siano gli elementi in gioco.
Su quali analisi, quali categorie, quali conoscenze, la illustrazione puntuale, per quanto sintetica e non scevra da interrogativi, proposta da questo breve corso di geografia.
Definire il concetto di città consente di comprendere le strutture del territorio.
Obiettivi di conoscenza
1. Introduzione Descrizione o comprensione? Questioni di metodo.
2. Due figure epistemologiche: la piega e l’anamorfosi Due figure epistemologiche: la piega, l’anamorfosi
3. Le città nella storia
a. Categorie/classificazioni.
La difficoltà di una classificazione:
forma, epoca, economia, funzione.
b. Le origini della città occidentale: polis-politica, potere e produzione società terriera - l’origine delle risorse società urbana - l’organizzazione sociale il potere della città sul contado ideologia e modello funzione e cultura quali i limiti territoriali? se il mercato è fattore unificante, quale il senso della dimensione?
c. Alla ricerca di una definizione:
le forme riconoscibili nella storia
potere e divisione
- Mileto
- Castrum - Aosta -Teramo - L’Aquila – Sulmona - Ascoli - Roma EUR
- Monterotondo – Loreto - Ortona
città murate
- Giulianova - Termoli - Torino - Charleville – Shangai
quartieri operai
- Tell el Amarna – Pakistan - Falansterio – Fuggerei - San Gallo - San Leucio - Clairvaux - Monreale
città ideali. Le utopie
- Sforzinda - Pienza - Avola - Livorno – Sabbioneta - Terra del Sole - Guidonia – Sabaudia - Palmanova - Sant’Elia – Tavola di Urbino – Tavola di Baltimora
incontro e scambio
- la piazza: Campidoglio – Pisa - Roma Popolo - Venezia -San Lorenzo
- il mercato: Urbino Mercatale – Fontecchio - Piazza delle erbe
- lo stadio: Lecce - Pompei - Aosta
produzione/commercio
- la campagna
- la città industriale: Rosignano Solvay
- il porto: Venezia – Genova – Livorno – Portoferraio – Vasto - Termoli
4. Città-sistema 1. Città-sistema: i modi dell’espansione 2. Principi di economia dello spazio 3. Urbanistica / democrazia 4. Il regime delle aree 5. Densità, omogeneità / eterogeneità sono funzioni della 6. Densità di giorno, densità di notte, densità del lavoro 7. Dimensione? Che città sarebbe la città senza periferia? 8. Città / territorio, città / altra, interno, esterno 9. Struttura, assetto, divisioni. Può essere, la città, separata dalle sue relazioni? 10. Il paesaggio incerto
5. Città Sant’Angelo: una lettura
6. Città Sant’Angelo: lezione sul campo
7. Sintesi?
La Biogeografia Urbana Le componenti biologiche in base alla posizione geografica della città e alle sue caratteristiche climatiche
Laboratorio sulla manipolazione e l’utilizzo didattico dei dati raccolti con strumenti di geolocalizzazione
1) Il software Google Earth per scoprire contenuti geografici documentati dall'osservazione di immagini satellitari
2) Google My Maps per creare mappe personalizzate da condividere e pubblicare online
3) Tour Builder per raccontare storie inserendole nel loro contesto geografico sul Web
4) Google Fusion Tables, strumento collaborativo di gestione dati nel cloud che permette di:
- caricare dati da fogli di lavoro
- trovare e riutilizzare dati pubblici
- unire dati provenienti da diverse tabelle
- visualizzare dati su mappe e grafici personalizzati che vengono aggiornati in tempo reale.
Competenze
Competenze generali:
 Sviluppare il pensiero critico
 individuare “nella città” il ruolo e le interrelazioni tra i sistemi ambientali, sociali, economici, politici e culturali.
 localizzare, interpretare e confrontare, a scale diverse, i processi e i problemi del mondo contemporaneo.
 individuare le relazioni fra uomo e ambiente, riconoscendo il ruolo e la responsabilità dell’azione umana nel cambiamento ambientale e sviluppando idee su come modificare queste relazioni in una prospettiva di sostenibilità
 comunicare e rappresentare informazioni, idee e problemi; individuare collegamenti e relazioni tra i fatti studiati
 Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni con le strutture demografiche, economiche, sociali, culturali e le trasformazioni intervenute nel corso del tempo
Competenze relative alle singole educazioni, alla costruzione del sé, alla relazione con gli altri e al rapporto con la realtà:
Cittadinanza attiva
La coesione sociale, la sicurezza, la partecipazione sono legate alla conoscenza dello spazio e si evolvono in relazione alla modificazione, nel tempo, indotte dall’uomo sullo stesso.
Sviluppare il senso del luogo.
Orientarsi tra strutture e funzioni delle parti della città.
Conoscere l’evoluzione storica di scelte e soluzioni.
Di fronte ai cambiamenti sociali, economici e culturali in corso, le città sono chiamate a modificarsi e riorganizzare lo spazio abitato in base a nuovi principi e a nuove logiche di sviluppo.
Intercultura
L’intercultura è un progetto in costante evoluzione, i luoghi sono ridisegnati in base alle risorse, alle consuetudini e alle scelte che chi li abita può compiere. La questione interculturale si lega strettamente allo studio, anche storico, delle migrazioni, indagate come relazioni di coevoluzione fra persone e luoghi.
Essere consapevoli che il territorio è stato strumento di inclusione o di esclusione, di incontro e accoglienza o di chiusura identitaria.
Considerare i processi interculturali come uno dei fenomeni centrali per spiegare e localizzare le trasformazioni della cultura umana nell’epoca dell’Antropocene.
Ambiente e sviluppo sostenibile
Lo sviluppo sostenibile: diversificazione locale delle strategie e dei modelli di azione; analisi e soluzioni a problemi locali e planetari dovuti ai cambiamenti come la convivenza tra diverse culture, la gestione della globalizzazione e la distribuzione più equa delle ricchezze; la conoscenza diacronica e sincronica del territorio e l’idea futura di esso.
Pensare in modo sistemico alle relazioni tra sistemi umani e sistemi ambientali.
Considerare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile nell’ambito dell’epoca dell’Antropocene.
Individuare gli indicatori che descrivono le attività dell’uomo nell’era dell’Antropocene e le corrispondenti variazioni nelle principali componenti ambientali del Sistema Terra.
Comprendere il concetto di sostenibilità nel raggiungere la consapevolezza di come il soddisfacimento dei nostri bisogni non debba compromettere la possibilità di realizzare i propri alle generazioni future.
Educazione al territorio
Comprenderne le diversità e le trasformazioni del territorio sviluppa il senso di appartenenza a una comunità e la responsabilità nella cura dei beni comuni e degli spazi pubblici e privati.
Individuare le risorse del territorio e le criticità ambientali relative al loro sfruttamento.
Individuare nella storia del territorio le matrici (fatti e manufatti) che hanno un’incidenza sul presente
l’evoluzione al futuro dei sistemi territoriali nell’epoca dell’Antropocene, individuando le criticità e i punti di forza.
Il percorso sul concetto di città permetterà di includere interventi coordinati e integrati a livello sociale, ambientale ed economico volti alla valorizzazione del capitale umano, alla riduzione degli impatti ambientali, alla risoluzione delle emergenze ambientali in un’ottica in cui il ruolo formativo della geografia si esprime come pratica multidisciplinare e di sintesi.
Discipline coinvolte (anche aggregabili in aree):
Campi di esperienza – Italiano – Lingue straniere - Storia – Geografia – Matematica – Scienze -Arte e immagine – Tecnologia ed informatica
Modalità
Incontri con esperti per la conoscenza tecnico/scientifica, storica e descrittiva dell’argomento seguendo un percorso per:
 conoscere, scoprire e analizzare;
 descrivere e produrre rappresentazioni dei sistemi ambientali, urbani e paesaggistici;
 curare, ri-conoscere e ri-progettare gli elementi del territorio;
 analizzare in modo attivo le problematiche;
 sperimentare metodi e modalità per osservare, indagare, curare, progettare azioni per lo sviluppo sostenibile nel proprio territorio.
Laboratori di tecniche visuali per acquisire dimestichezza con gli strumenti web di geolocalizzazione e promuoverne un impiego efficiente ed efficace a supporto della didattica della geografia.
Percorso di formazione e ricerca con progettazione per aree disciplinari, progettazioni di classe, progettazioni dipartimentali.
Osservazione e descrizione diretta del territorio.
Micro sperimentazioni in classe con apprendimento cooperativo.
Strumenti e metodi geografici
- La carta geografica e il suo linguaggio;
- La ricerca e l’interpretazione di dati statistici;
- L’uscita sul terreno (osservazione diretta), obiettivi e metodologia;
- L’orientamento e l’intelligenza spaziale;
- Metodi visuali per la formazione geografica;
- Le nuove tecnologie digitali per la ricerca e la comunicazione di informazioni.
Strategie/metodologie/didattica di integrazione
- Didattica progettuale
- Didattica per problemi
- Didattica laboratoriale
- Didattica digitale
- Didattica cooperativa e metacognitiva
- Peer tutoring
Destinatari
Insegnanti di tutte le discipline di scuola dell’infanzia, scuola primaria e di scuola secondaria di primo grado.
Durata del progetto Per ogni docente partecipante si può ipotizzare un impegno formativo di 25 ore, comprensivo di momenti di lezioni frontali, laboratori e lezioni sul campo.
Periodo
Giovedì 8, venerdì 9 e sabato10 marzo 2018.
Costo: euro 80
Il costo del progetto è riferito agli interventi degli esperti, al materiale fornito per gli approfondimenti, per la documentazione dei risultati, per l’abbonamento alla Rivista “Ambiente Società Territorio” che è parte del materiale formativo.
È in corso l’attivazione della procedura per utilizzare la CARTA DEL DOCENTE
N.B.
L’AIIG offrirà un buffet nella pausa pranzo dei giorni giovedì 8 e venerdì 9 e l’autobus per la lezione sul campo di sabato 10 marzo.
Modalità di documentazione del percorso formativo e di ricerca e prodotti attesi
 Produzione di materiale cartaceo o in formato digitale
 Invio di materiali di ricerca in modalità multimediale
 Report o discussioni di gruppo, al termine delle attività, volti all'elaborazione dei dati rilevati
 Pubblicizzazione dei risultati su Web
 Descrizione di attività laboratoriali
 Registrazioni video o audio
 Questionario di autovalutazione e di valutazione del corso
 Attestato di partecipazione rilasciato dall’Agenzia Formativa AIIG - Sezione Abruzzo
Roseto degli Abruzzi, 18 febbraio 2018
Il Presidente “AIIG Abruzzo”
Agnese Petrelli
... See MoreSee Less

View on Facebook

ASSOCIAZIONE ITALIANA INSEGNANTI DI GEOGRAFIA – SEZIONE ABRUZZO
Ente accreditato per la Formazione degli Insegnanti (D.M. 27/02/2003)
CORSO DI FORMAZIONE E RICERCA
LA CITTA’
Cosa è una città?
La sedimentazione storica di specificità urbanistiche ed architettoniche delle città italiane, ma anche dei centri “minori” e di molti nostri borghi, orienta l’idea che abbiamo delle città verso la loro immagine fisica, la loro costruzione. Talmente forte, il peso di una straordinaria storia artistica e civile, che siamo portati a considerare le periferie come fossero altro dalla “città” - da quello che oggi chiamiamo “centro” - se non un vero e proprio elemento di disturbo, un’incrinatura dell’immagine che ci è cara.
In effetti la città non è mai stata solo le sue mura, le sue strade, i suoi monumenti: è stata anche i suoi abitanti, le loro relazioni, la composizione dei gruppi sociali, quando non parentali, i poteri che l’hanno governata, quando non costruita, le idee che hanno presieduto alla loro forma, la registrazione dei mutamenti storici, i rapporti sociali ed i conflitti di cui sono state e continuano ad essere la scena.
Ma c’è dell’altro. La città si concretizza anche attraverso ciò che fermenta altrove: potere, culture, economia, mode, informazioni, e costituisce un grumo di complessità dinamica di non facile decifrazione se non spostando lo sguardo verso un territorio più o meno vasto.
È lì, da sempre, che si può cogliere meglio il senso delle trasformazioni e si può percepire meglio quali siano gli elementi in gioco.
Su quali analisi, quali categorie, quali conoscenze, la illustrazione puntuale, per quanto sintetica, proposta da questo breve corso di geografia.
Data: giovedì 8, venerdì 9 e sabato 10 MARZO 2018
Destinatari: insegnanti di tutte le discipline di scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo e secondo grado, Soci AIIG
Durata: 25 ore (lezioni frontali, laboratorio e lezione sul campo)
Relatori: Emilio De Grazia, architetto
Fernando Tammaro, già docente di Fitogeografia
Laboratorio: Carmelita Cipollone, insegnante di Matematica e Fisica, formatrice in metodologie innovative nella didattica delle scienze sperimentali
Direttrice del Corso: Agnese Petrelli, presidente AIIG ABRUZZO
Sede: Pescara - aula magna Istituto Tecnico Statale “T. ACERBO”, via Pizzoferrato 1
Ai partecipanti verrà rilasciato attestato di frequenza
Contributo spese: euro 80, compreso l’abbonamento alla Rivista “Ambiente Società Territorio”
È in corso l’attivazione della procedura per utilizzare la CARTA DEL DOCENTE
PROGRAMMA DEI LAVORI
Orario: 8.30 – 13; 14 – 18.30
Prima giornata - Giovedì 8 marzo 2018
Sessione del mattino
Emilio De Grazia
1. Introduzione Descrizione o comprensione? Questioni di metodo. Due figure epistemologiche: la piega, l’anamorfosi
2. Le città nella storia
a. Categorie/classificazioni.
La difficoltà di una classificazione:
forma, epoca, economia, funzione.
b. Le origini della città occidentale: polis-politica, potere e produzione società terriera - l’origine delle risorse società urbana - l’organizzazione sociale il potere della città sul contado
ideologia e modello funzione e cultura quali i limiti territoriali? se il mercato è fattore unificante, quale il senso della dimensione?
c. Alla ricerca di una definizione:
le forme riconoscibili nella storia
potere e divisione
- Mileto
- Castrum - Aosta -Teramo - L’Aquila – Sulmona - Ascoli - Roma EUR
- Monterotondo – Loreto - Ortona
città murate
- Giulianova - Termoli - Torino - Charleville – Shangai
quartieri operai
- Tell el Amarna – Pakistan - Falansterio – Fuggerei - San Gallo - San Leucio - Clairvaux - Monreale
città ideali
- Sforzinda - Pienza - Avola - Livorno – Sabbioneta - Terra del Sole - Guidonia – Sabaudia - Palmanova - Sant’Elia – Tavola di Urbino – Tavola di Baltimora
incontro e scambio
- la piazza: Campidoglio – Pisa - Roma Popolo - Venezia -San Lorenzo
- il mercato: Urbino Mercatale – Fontecchio - Piazza delle erbe
- lo stadio: Lecce - Pompei - Aosta
produzione/commercio
- la campagna
- la città industriale: Rosignano Solvay
- il porto: Venezia – Genova – Livorno
Sessione del pomeriggio
Carmelita Cipollone
Laboratorio sulla manipolazione e l’utilizzo didattico dei dati raccolti con strumenti di geolocalizzazione
1) Il software Google Earth per scoprire contenuti geografici documentati dall'osservazione di immagini satellitari
2) Google My Maps per creare mappe personalizzate da condividere e pubblicare online
3) Tour Builder per raccontare storie inserendole nel loro contesto geografico sul Web
4) Google Fusion Tables, strumento collaborativo di gestione dati nel cloud che permette di:
caricare dati da fogli di lavoro,
trovare e riutilizzare dati pubblici,
unire dati provenienti da diverse tabelle,
visualizzare dati su mappe e grafici personalizzati che vengono aggiornati in tempo reale.
Seconda giornata - Venerdì 9 marzo 2018
Orario: 8 – 13; 14 – 18.30
Sessione del mattino
Emilio De Grazia 1. Città-sistema: i modi dell’espansione 2. Principi di economia dello spazio 3. Urbanistica / democrazia 4. Il regime delle aree 5. Densità, omogeneità / eterogeneità sono funzioni della 6. Densità di giorno, densità di notte, densità del lavoro 7. Dimensione? Che città sarebbe la città senza periferia? 8. Città / territorio, città / altra, interno, esterno 9. Struttura, assetto, divisioni. Può essere, la città, separata dalle sue relazioni? 10. Il paesaggio incerto NB: il programma è stato redatto senza conoscere specificità e competenze dei corsisti. Potrà quindi subire aggiustamenti e/o variazioni, certamente non sostanziali, in funzione della risposta e del grado di ricezione dei partecipanti.
Fernando Tammaro
La Biogeografia Urbana Le componenti biologiche in base alla posizione geografica della città e alle sue caratteristiche climatiche
Sessione del pomeriggio
Emilio De Grazia
Città Sant’Angelo: una lettura
Sintesi ?
Terza giornata – Sabato 10 marzo 2018
Orario: 8 – 14
Sessione del mattino
Città Sant’Angelo: lezione sul campo, un’uscita didattica
N.B.
L’AIIG offrirà un buffet nella pausa pranzo dei giorni giovedì 8 e venerdì 9 e l’autobus per la lezione sul campo di sabato 10 marzo.
Segreteria Corso, iscrizioni e informazioni:
Agnese Petrelli, via America 58 - tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359.
Iscrizione anno sociale 2017/18. Soci effettivi € 35; juniores e familiari € 15.
Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it.
... See MoreSee Less

View on Facebook

Roseto degli Abruzzi, 3 gennaio 2018
Ai Signori Soci
Circolare n. 3 - ANNO SOCIALE 2017-18 (1° settembre 2017 - 31 agosto 2018)
Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte ai Soci.

Oggetto: attività della Sezione Abruzzo per i mesi di gennaio e febbraio 2018

1) Sabato 20 gennaio 2018 – pomeriggio
Il Castello Ducale di Crecchio e Poggiofiorito (CH), il comune più giovane della regione

Crecchio, antico borgo medioevale, deriva il suo nome dal toponimo tardo-latino ocriculm, “monticello”, e si estende dalla costa adriatica fino al limite della fascia pedemontana della Majella. Antichi ritrovamenti di corredi funerari attestano l’origine sannitica come roccaforte a guardia del confine con i Marrucini o dei tratturi che passavano nelle vicinanze. La presenza di numerosi corsi d’acqua ha favorito la diffusione di grandi ville rustiche vocate alla coltivazione di cereali, viti e ulivi. Fu municipio romano, subì le devastazioni della guerra greco-gotica, la dominazione di Longobardi, Franchi e Normanni. Nel corso del Novecento fu teatro di tragiche battaglie in quanto territorio attraversato dalla linea Gustav.
Il castello ha pianta quadrata ed è costituito da quattro corpi serrati da torri angolari. La torre originaria di nord-est è la più grande; è realizzata con blocchi di pietra sbozzata ed è suddivisa in tre livelli. Il castello è cinto da un perimetro di mura che racchiudono anche un giardino. Vi si accede tramite un ponte.
Il 9 settembre 1943 il Castello Ducale De Riseis-D'Aragona di Crecchio è stato lo scenario di uno degli eventi più noti della storia recente d'Italia. Durante la fuga da Roma alla volta di Brindisi, dopo l'armistizio, sostarono nel Castello sua maestà Vittorio Emanuele III, la Regina Elena, il Principe Umberto, Badoglio e tutto lo Stato Maggiore per trascorrervi la notte prima dell'imbarco nel porto di Ortona.
Oggi, nel Castello è possibile visitare il Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale, dove sono esposti oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca condotti, dal 1988 al 1991, sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio. Vi sono anche reperti ostrogoti e longobardi, provenienti dal territorio abruzzese, che insieme riescono a ricostruire la vita dei Bizantini in Abruzzo, la guerra contro i Goti, e l’esistenza di una fitta rete commerciale con l’Oriente, specie con l’Egitto copto.
Poggiofiorito, 875 abitanti, è il più giovane comune della regione, istituito nel 1901 con l'unione del borgo principale di Villarielli, frazione di Arielli, e Villa di Poggio.
Fa parte dell'Unione dei comuni della Marrucina.
L'abitato ha una posizione vantaggiosa perché è posto nella zona industriale ed artigianale tra Arielli ed Orsogna sulla S.S. Marrucina, che collega Ortona a Guardiagrele.
Anticamente era una stazione di passaggio da Guardiagrele al porto di Ortona. Il borgo attuale fu fondato nel XVI secolo da feudatari del barone Crognale di Arielli ed era costituito dai gruppi di case di Casale, Fonte di Pojo (il Poggio) e Villarielli. Il centro si sviluppò nella metà del Cinquecento, con la costruzione della chiesa San Matteo. Nel primo '900 iniziarono i contrasti con il comune di Arielli per l'autonomia (passando inoltre la ferrovia per il paese e non a Poggio), fino al referendum del 1911 che decretò la nascita del comune con nome "Poggiofiorito". Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale il paese è stato ricostruito e si è sviluppato con la creazione della zona industriale di Arielli.
Visita all’Oleificio Andreassi di Poggiofiorito con degustazione.
Da cinque generazioni la Famiglia Andreassi produce uno squisito olio extra vergine di oliva ottenuto per sgocciolamento naturale a freddo (Metodo Sinolea). Dal 2010 l’Oleifico Andreassi è stato certificato come azienda che opera con il sistema CSQA per la rintracciabilità di filiera ai sensi delle norme UNESCO.
Quota di partecipazione: euro 15.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 13.50, da Pescara (terminal bus) alle ore 14.30 e rientro intorno alle 20.30.

2) Domenica 4 febbraio 2018
Per Abbazie……
Abbazia di Casamari
L’Abbazia sorge nel territorio del comune di Veroli; fu edificata sulle rovine dell'antico municipio romano Cereatae, dedicato alla dea Cerere. Il nome Casamari è di origine latina e significa "Casa di Mario", patria del console romano Caio Mario, nemico di Silla. L'abbazia, costruita nel 1203 e consacrata nel 1217, è uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. La pianta dell'edificio è simile a quella dei monasteri francesi, mentre la facciata della chiesa presenta un grandioso portico. All'interno si trova un giardino la cui parte centrale è occupata dal chiostro di forma quadrangolare, con quattro gallerie a copertura semicilindrica. L'aula capitolare è un ambiente formato da nove campate e da quattro pilastri ed è usata per le riunioni. Dal chiostro si entra nella chiesa a pianta basilicale a tre navate; dietro l'altare si trova il coro costruito nel 1940. All'interno della struttura ci sono alcune sale duecentesche, che contengono reperti archeologici di epoca romana. Di grande interesse la biblioteca e il museo: la Biblioteca oggi è un gioiello di ordine, eleganza, funzionalità al servizio della cultura. Conta circa 50.000 volumi, è dotata di una rete computerizzata interna e di un completo sistema di sicurezza. Il Museo ospita una raccolta archeologica costituita da materiale d’epoca romana pertinente a Cereatae Mariana, reperti paleontologici e manufatti d’epoca preistorica e preromana.
La Farmacia: l'uso, presso i Cistercensi, di preparare erbe e pozioni a scopo terapeutico è antico quanto il loro Ordine. Da sempre essi si sono preoccupati di produrre infusi, unguenti e sciroppi per la cura di disturbi e malattie per loro stessi, per i pellegrini e per quanti bussassero alla porta del monastero.
La Liquoreria: nei primi tempi, l'attività della liquoreria era strettamente legata a quella della farmacia, in quanto anche i prodotti che richiedevano l'uso dell'alcool erano finalizzati alla cura delle malattie. A Casamari, la ricerca in questo campo ha avuto un impulso decisivo nel '700 e nell'800, giungendo alla diversificazione dei medicinali e dei liquori. Particolare merito va attribuito in questo sforzo al geniale Fra Eutimio Zannucoli, operante a Casamari nella seconda metà del secolo XIX. Egli iniziò, nei terreni del monastero più vicini al torrente Amaseno, la coltivazione della canna da zucchero, dalla quale ricavava melassa per la produzione dell'ottimo Rhum. E’ per il lavoro di paziente e tenace provare e riprovare dei monaci che sono giunte fino a noi delizie quali l'Elixir San Bernardo al rabarbaro, il Rosolio Stomatico al mandarino, il Rosolio al Caffè, la Sambuca all'anice.

Abbazia di Montecassino
Fu fondata da San Benedetto nel 529 che, giunto sull’acropoli con alcuni suoi compagni, trasformò il tempio di Apollo in oratorio e iniziò un’opera di assistenza alla popolazione che costituì titolo di merito per il monachesimo occidentale e valse a Montecassino la definizione di “Atene medioevale nella notte di molti secoli” (Gregorovius). Il motto “Ora et Labora et Lege” realizzato grazie alla Regola Benedettina, dava precise indicazione ai monaci sulle diverse incombenze nella vita monastica quotidiana.
Nei suoi quasi 1500 anni di storia l’Abbazia ha conosciuto molte volte magnificenza e distruzione, ma è sempre rinata dalle rovine imponente e identica all’originaria bellezza.
Nel 577 la distrussero i Longobardi, nell’877 i Saraceni; nel 1349 ci fu un terribile terremoto e nel febbraio 1944 un bombardamento la rase quasi al suolo.
E’ possibile attraversare i chiostri, salire la grande scalinata fino alla Basilica, alla tomba di San Benedetto e di Santa Scolastica e visitare la cripta con gli stupendi mosaici dorati. Nel Museo si possono ammirare magnifici quadri, manoscritti e libri antichi e ripercorrere la vita dell’Abbazia dagli inizi ad oggi per comprendere il perché Montecassino sia nota come “Faro della Civiltà Occidentale”.
Quota di partecipazione: euro 25.
Casamari: visita guidata dai monaci (offerta)
Montecassino: visita all’Abbazia e al Museo euro 5; visita alla parte più antica del complesso euro 4.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20, da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00 e rientro in serata. Pranzo al sacco.
Domenica 18 febbraio 2018
Urbino, città ideale del Rinascimento
Palazzo Ducale
Definire il Palazzo Ducale un “palazzo” è riduttivo: è una piccola città fortificata voluta da Federico da Montefeltro e fatta costruire a partire dal 1444. Colto e raffinato, Federico voleva trasformare Urbino nella “Città ideale” di cui il Palazzo doveva essere l’espressione più elevata. Si susseguirono gli interventi di Maso di Bartolomeo, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini. Le testimonianze più belle di questa trentennale opera sono la “Facciata dei torricini“, forse il punto più fotografato di Urbino, e “Lo studiolo” definito uno “scrigno di bellezza, di raffinatezza, di prospettiva…“.
Nel Palazzo Ducale è conservato un dipinto simbolo dell’arte rinascimentale italiana: la “Città ideale” attribuito, a seconda dei critici, a Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini e altri artisti. Nel suo rigore prospettico incarna il sogno di Federico da Montefeltro. Oggi il centro storico è tutelato come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
Circa 80 sale di Palazzo Ducale sono adibite a Museo ed ospitano le opere della Galleria Nazionale delle Marche. La collezione raccoglie opere dal 1300 al 1600, in prevalenza dipinti ma anche mobili, sculture, arazzi e disegni. Due i capolavori di Piero della Francesca: la Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia. Seguono lo Studiolo del Duca e diverse sale dove sono esposte la Città Ideale, la Comunione degli Apostoli di Giusto di Gand e la Profanazione dell’Ostia di Paolo Uccello. Non poteva mancare almeno un’opera di Raffaello (Ritratto di Gentildonna) accanto alla Resurrezione e all’Ultima Cena di Tiziano.
Casa natale di Raffaello
Ospita solo poche opere originali del grande pittore urbinate, quasi tutte giovanili, ma merita una visita perché la storia dell’arte è passata da qui.
Situata nel quartiere artigiano, in questa casa Raffaello nacque il 28 marzo 1483 e passò la sua infanzia formandosi nella bottega del padre, artista alla corte di Federico da Montefeltro. Al piano terra c’è la bottega di suo padre Giovanni Santi; nella camera da letto un affresco che raffigura la “Madonna con Bambino”, un’opera giovanile realizzata insieme al padre; al primo piano un piccolo cortile con il pozzo e il lavabo dove si macinavano i colori.
Oratorio San Giovanni
L’oratorio prende il nome dagli affreschi che illustrano la vita di San Giovanni Battista. C’è anche dipinta una Madonna dell’Umiltà.
Non deve ingannare la banale facciata gotica di inizio 1900. Il capolavoro dell’Oratorio è dipinto sulle pareti: è il ciclo di affreschi dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino (1400 circa), interpreti più importanti del tardo gotico marchigiano. La “Crocifissione” copre tutta la parete dell’abside: Gesù al centro e i due ladroni di lato; ci si accorge di quanta umanità giri intorno alla Passione di Cristo trasportandola dalla realtà religiosa a quella terrena.
Duomo
Il Duomo di Urbino è la chiesa più importante della città, ma non la più bella. La prima costruzione risale al 1021, sostituita da una nuova chiesa costruita da Francesco di Giorgio Martini, l’architetto di fiducia di Federico da Montefeltro. Dopo il terremoto del 12 gennaio 1789 fu affidato al romano Giuseppe Valadier l’incarico di edificare l’attuale Duomo in stile neoclassico.
All’interno sono ospitate due bellissime tele di Federico Barocci: il Martirio di San Sebastiano e l’Ultima cena. Interessanti le Grotte che, durante la Seconda Guerra Mondiale, ospitarono le opere del Tesoro della Basilica di San Marco per proteggerle dalle bombe. Ci sono diverse cappelle e il Corridoio del Perdono.
Chiesa di San Bernardino: a due chilometri dal centro storico compare la sagoma austera in laterizio della Chiesa di San Bernardino. Chiamata anche Mausoleo dei Duchi, fu fatta costruire da Federico per accogliere le sue spoglie. Gli storici ritengono che sia il risultato della collaborazione tra Francesco di Giorgio Martini e il Bramante, di cui si intuisce lo stile nella semplicità dell’interno. Per molti secoli l’altare è stato impreziosito dalla straordinaria “Pala votiva di Federico” dipinta da Piero della Francesca, oggi nota come “Pala di Brera” perché conservata nella Pinacoteca milanese.
Urbino è una città verticale, ripida, con stradine strette. Il pericolo era ben chiaro a Federico che fece costruire, ai piedi dei Torricini di Palazzo Ducale, un bastione e, dentro questo, delle rampe elicoidali. Grazie a questa magnifica opera di ingegneria, il Duca poteva arrivare alle stalle ducali direttamente dal Palazzo. Nel 1800 al bastione fu sovrapposto il Teatro Raffaello Sanzio, scelta che suscitò polemiche perché lo si ritenne un elemento estraneo all’architettura cittadina. Recuperate negli anni ’70, oggi le Rampe sono un modo lento e panoramico, ma faticoso per accedere al centro storico.

Quota di partecipazione: euro 32, guida compresa. Ingressi esclusi.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20, da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00 e rientro in serata. Pranzo al sacco.

Cordiali saluti.
Agnese Petrelli

Iscrizione anno sociale 2017/18: Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.
Agnese Petrelli (Presidente), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli (Vicepresidente), cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco (Segretario), tel. 085/960322, cell. 3483522359.
... See MoreSee Less

View on Facebook