Viaggi e Cultura

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Attività

Circolare AIIG Abruzzo n. 4 anno 2016 – 2017

    

                                                                                              Roseto degli Abruzzi, 1 aprile 2017        

                                                                                             Ai Signori Soci                                                                                                                     

Circolare n. 4 –  ANNO SOCIALE 2016 -17     (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Oggetto:

attività della Sezione Abruzzo per i mesi di aprile e maggio 2017

 

  1. Domenica 9 aprile 2017

Nella provincia di Latina

 

Il Parco Archeologico di Norba

L’origine di Norba è da ricondursi al VII secolo a.C. Inizialmente ostile a Roma, la città, nel 492 a.C., diventa colonia romana e combatte al suo fianco molte guerre vittoriose, tra cui quelle Puniche. Ma la guerra civile tra le fazioni contrapposte guidate dai consoli Mario e Silla segnò l’inizio della fine di questa gloriosa città. Norba infatti appoggiò apertamente Mario e, dopo la sconfitta di questo, la città fu considerata da Roma una traditrice.

Le attuali rovine sorgono a poche centinaia di metri dal centro di Norma. Le sue mura, costruite con grandi blocchi di pietra calcarea a secco, si estendevano per 2662 metri racchiudendo un’area di circa 38 ettari. Al suo interno passavano le due importanti vie del cardo e del decumano che uscivano dalle mura attraverso quattro porte: la Porta Maggiore, quella meglio conservata da cui si accede alle rovine, la Porta Ninfina, la Porta Occidentale e la Porta Signina.

Nel tessuto urbano erano presenti, su due diverse alture, un’acropoli chiamata “maggiore” e un’altra, il nucleo più antico, detta “minore”. Tra queste due alture sorge una particolare struttura, chiamata “castello delle acque”, forse un prototipo di terme. A fianco dell’acropoli maggiore le rovine di quello che doveva essere il foro e il centro di tutta la comunità. Vicino al foro sorgevano quattro templi, di cui rimangono solo i basamenti.

L’Abbazia di Valvisciolo

Situata nel territorio di Sermoneta, ai piedi del Monte Corvino, è dedicata al protomartire Santo Stefano. Il nome Valvisciolo può significare Valle dell’Usignolo (vallis lusciniae) o Valle delle Visciole. Secondo la tradizione il primo insediamento monastico in questa zona fu opera dei monaci basiliani di San Nilo; a questi seguirono, all’inizio del XIII secolo, i Cavalieri Templari e più tardi i Cistercensi. Le vicende dell’abbazia sono talora collegate ad un altro convento più antico sorto nei pressi di Carpineto Romano e alla vicina Abbazia di Fossanova.

Il complesso è costituito dalla chiesa, dalla sala capitolare, dal refettorio e dal chiostro.

Il Giardino di Ninfa

“Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. Sopra Ninfa s’agita un olezzante mare di fiori, ogni parete, ogni muro, ogni chiesa ed ogni casa sono avvolti in un velo d’edera e su tutte le rovine sventolano le bandiere purpuree del dio trionfante della primavera”. Così scriveva Ferdinando Gregorovius, il grande viaggiatore, nel suo “Passeggiate Romane” sul finire del 1800.

Il giardino di Ninfa, situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta, è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso; in esso è compreso anche il Parco Naturale Pantanello.

Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino.

Ninfa è un tipico giardino all'inglese, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, nell'area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino. L’ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani. Donna sensibile e delicata, curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante senza forzature ed evitando l’uso di sostanze inquinanti. Aggiunse numerose magnolie, prunus e rose rampicanti.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 7.15. Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 28. Ingressi esclusi (Norba 3 euro; Ninfa 10+0,50 euro).

L’ingresso a Ninfa deve essere pagato anticipatamente; pertanto vi prego di prenotare subito.

Pranzo assolutamente al sacco poiché la zona non è attrezzata.

 

  1. Venerdì 14 aprile 2017 – pomeriggio

La suggestiva Processione del Cristo Morto a San Valentino in Abruzzo Citeriore

 

La Processione del Venerdì Santo a San Valentino è una sacra rappresentazione che mette in scena la ricerca del figlio da parte della Madonna. Le processioni in realtà sono due: la prima è quella del Cristo Morto accompagnato da San Giovanni, la Maddalena, la Veronica e dal coro del Miserere; la seconda, che esce poco dopo, è quella della Madonna Addolorata, portata e accompagnata dalle donne. Ad un certo momento, dove si apriva l’antica porta di San Nicola, avviene l’incontro tra il Cristo e Maria. Il tutto è preceduto dal corteo dei penitenti incappucciati, chiamati “ciaciarutte”. Questi vanno scalzi, portando tre pesanti croci e funi, oltre alla croce con i simboli della passione, detta “Calevareje”, e il grande stendardo nero della confraternita.

La cattedrale, opera rinnovata dal Vanvitelli, o da un suo allievo, fu sconvolta dal terremoto del 1915. La chiesa, di impianto settecentesco, in rovina, fu ricostruita, tra gli anni 1777 e 1791, su un presunto progetto del Vanvitelli, peraltro mai documentato. Per il restauro della Chiesa, Antonino Liberi elaborò un progetto che prevedeva la costruzione di una facciata, progetto che poi è andato perduto, ma di cui resta il disegno della grande finestra semicircolare. Peculiarità dell’impianto architettonico sono i due campanili, che assieme alla facciata formano un unico blocco di testata. C’è grande differenza fra la possanza architettonica dell’intero prospetto, appesantito dalla stessa composizione della facciata, piena di elementi stilistici, e la leggerezza dell’interno, aggraziata dall’esilità degli stucchi, che assieme alla cupola e al complesso degli arredi fissi della Sacra aula, mantiene un certo decoro stilistico che può considerarsi barocco.

In attesa della processione visiteremo il Museo dei Fossili e delle Ambre di San Valentino che nasce nel gennaio del 2004: frutto di una felice intuizione, ha permesso di coniugare l’ambizione di una operosa amministrazione comunale con la passione di lungimiranti collezionisti. Allestito nella bella sede dello storico palazzo settecentesco di Villa Olivieri de Cambaceres, il museo offre al pubblico la possibilità di ammirare un’importante raccolta di fossili, che narrano la storia degli ultimi 500 milioni di anni del nostro pianeta, e un’intrigante raccolta di ambre, presentate sia come reperti geologici che come oggetti di uso quotidiano. Il percorso si articola in due spaziose sale: la sala Paleontologica, che comprende la sezione fossili e la sezione Uomo, e la sala delle Ambre. La gestione è curata dall’Associazione “Amici del museo”, che si occupa della valorizzazione dello straordinario patrimonio costituito da collezioni private.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 15.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 15.45. Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 15, escluso l’ingresso al Museo (2 euro).

 

  1. Da domenica 23 a martedì 25 aprile 2017

Città ducali: Mantova, Sabbioneta e Parma

 

Partenza da Pescara domenica 23 aprile (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20. Rientro a Pescara martedì 25 in tarda serata.

La quota di partecipazione di euro 290 comprende: pernottamento presso l’Hotel “La Favorita” **** di Mantova e presso lo Starhotels Du Parc **** di Parma, in camera doppia (supplemento per due singole euro 70), trasporto in Bus Satam, guide, assicurazione, cena della domenica e del lunedì, mini crociera di un’ora sui laghi mantovani, tassa di soggiorno a Mantova e Parma.

La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”. Consigliata la card di euro 20 (+5,50 per la Camera degli Sposi) per tutti i Musei di Mantova e Sabbioneta. Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 100, saldo entro il 10 aprile 2017.

 

  1. Domenica 7 maggio 2017

Santuari francescani della Valle Santa reatina

 

Quattro sono i santuari che celebrano il passaggio di San Francesco d’Assisi nella Valle Reatina. A Greccio siamo stati recentemente, gli altri tre saranno meta di una giornata di grande spiritualità.

Il Santuario di Fonte Colombo

Tra i monasteri che la tradizione vuole fondati dal Poverello d’Assisi, quello di Fonte Colombo è il

secondo in ordine cronologico e, senza dubbio, uno dei più importanti. Qui infatti il santo soggiornò a più riprese, tra il 1217 ed il 1223, e qui, soprattutto, dopo un digiuno di quaranta giorni, concepì e scrisse la Regola definitiva del suo Ordine, che probabilmente venne stesa nella grotta il “Sacro Speco”, tanto che in seguito il luogo fu definito il “Sinai Francescano”. Sempre a Fonte Colombo, al termine di un lungo periodo di tormenti legati ad una malattia contratta in Egitto, avvenne la vicenda del drammatico intervento agli occhi, che Francesco subì miracolosamente senza avvertire dolore, dopo un commovente dialogo con il fuoco.

Francesco decise di stabilirsi qui poiché vi aveva trovato una fonte di acqua fresca e limpida. Anzi, la denominazione di Fonte Colombo (Fons Colombarum) fu data dallo stesso Poverello, vedendo che in queste acque usavano abbeverarsi numerose colombe bianche. Ancor oggi, l’acqua è l’elemento dominante del paesaggio delineato dai boschi e dalle rocce circostanti il Santuario: lungo il sentiero della fonte, si possono ammirare alcune cascate che rendono la visita ulteriormente suggestiva.


Il Santuario di Santa Maria de "La Foresta"

Nell’estate del 1225 le condizioni di salute del Poverello si fanno sempre più precarie e il santo, pressato dall’invito del cardinale Ugolino, parte alla volta di Rieti, ma, giunto alla periferia della città, ha sentore delle manifestazioni di entusiasmo che la popolazione si appresta a tributargli e, per evitarle, va a nascondersi a San Fabiano, oggi Santa Maria della Foresta. Ospitato dal sacerdote che custodisce la chiesina, rimane 40 giorni, ma i reatini scoprono il rifugio. E’ settembre, la vendemmia è prossima e la vigna del prete, che ospita Francesco, viene deturpata dalla folla. Il Santuario è noto per il "miracolo del vino": il santo riuscì a moltiplicare i grappoli rimasti e a far produrre al vigneto vino in quantità. Il Santuario viene definito “luogo ameno atto per il riposo” più che del corpo, dello spirito e della psiche. E’ un luogo dove l’uomo è spinto a riflettere per riscoprire se stesso e la sua dimensione spirituale. Secondo la leggenda, San Francesco in questo monastero scrisse il famosissimo Cantico delle Creature.

Lungo il viale che conduce al Santuario è possibile vedere dei riquadri di maiolica del ‘700 che rappresentano le stazioni della Via Crucis; nel piccolo atrio vetrate policrome dipinte con le scene de “Il Cantico delle Creature”. L'atrio dà accesso alla domus e al chiostro, con il classico pozzo al centro. Di qui è possibile scendere alla cosiddetta "celluzza", luogo in cui Francesco soleva ritirarsi in preghiera e dove forse scrisse il Cantico. Seguendo un altro percorso si giunge alla vigna e all’orto.

 

Il Convento di San Giacomo a Poggio Bustone

Immerso nel silenzio della natura, ove la bellezza dei monti infonde un’atmosfera altamente spirituale, è il Convento di San Giacomo che, posto a dominio della Valle Santa, offre uno dei paesaggi più mistici del cammino francescano. Nell’intimità di questi luoghi Francesco venne alla ricerca della riconciliazione con l’uomo e con la natura, che trovò sia attraverso l’ascesi sia diffondendo il suo credo tra la gente. Il Convento di San Giacomo è stato fondato da San Francesco nel 1209, e nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni.

La Chiesa gotica, è composta da una sola navata decorata con dipinti del cinquecento.
All'interno l'immancabile chiostro del '200, un bellissimo dipinto raffigurante una Madonna con bambino del XIV secolo oltre ad altri dipinti raffiguranti scene di vita del santo. A lato del chiostro si accede al romitorio primitivo, luogo di preghiera di San Francesco. Un sentiero sale fino alla grotta delle rivelazioni dove Francesco pregava e dove ebbe la visione dell'Angelo che gli assicurò il perdono dei peccati. Un altro sentiero conduce nel solitario e suggestivo Sacro Speco, grazie anche alla leggenda delle Sacre Impronte, posto sotto una roccia dove Francesco veniva a pregare.
Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 28, più offerta libera da lasciare ai tre monasteri.

Pranzo al sacco nel refettorio del monastero di Fonte Colombo (ci accorderemo su cosa portare).

 

  1. Domenica 21 maggio 2017

Parco Nazionale d’Abruzzo: la Camosciara, Civitella Alfedena e Lago di Barrea

 

La Camosciara è il cuore pulsante del parco. Le guglie dolomitiche, che ne formano lo spettacolare anfiteatro, offrono rifugio e cibo a molti animali selvatici: al solitario orso, che cerca frutta e bacche per nutrirsi, al misterioso lupo, che come un’ombra si muove per i boschi, al maestoso cervo, che pascola tranquillo nelle radure, all’agile camoscio, che salta sulle rupi più scoscese, all’aquila reale, che si innalza superba nell’immensità del cielo. Proprio qui è nato il Parco nel lontano 1921.

Breve escursione per la visita dell’anfiteatro dolomitico della Camosciara, delle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle. Lungo il percorso osservazione della flora e dei segni di presenza della fauna selvatica, delle emergenze geologiche, dell’anfiteatro dolomitico della Camosciara con la grande presenza di acqua superficiale che dà vita alle cascate. La zona delle cascate può essere raggiunta camminando a piedi o usufruendo di un trenino (due chilometri e mezzo). Pranzo libero.

Nel pomeriggio visita di Civitella Alfedena, un piccolo e antico centro abitato che ha creduto nel turismo sostenibile e nella possibile convivenza tra uomo e natura. Forgiata in passato dall’economia della Transumanza, ne conserva ancora tutta la storia essendo attraversata per tutta la sua lunghezza da una delle strade più antiche d’Italia: il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. Ospita all’interno del paese le aree faunistiche del lupo e della lince: ampie zone di territorio recintate ove è possibile avvistare questi animali. Proseguiremo quindi per il Lago di Barrea.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 7.45.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 22, guida compresa. Pranzo libero.

Eventuali ingressi e trenino esclusi.

 

  1. Sabato 27 maggio 2017 (pomeriggio)

L’eremo di S. Onofrio a Serramonacesca e l’Abbazia di San Liberatore a Maiella

 

L’Eremo di S. Onofrio di Serramonacesca sorge in un luogo ameno, al di sotto di una parete rocciosa circondata da una fitta vegetazione sotto a un masso roccioso; è organizzato su due livelli

ed è composto dalla chiesa e dall’abitazione.

Nella chiesa, ricostruita nel 1948, una nicchia con la statua di Sant’Onofrio, con il corpo coperto dalla

sola barba e da lunghi capelli bianchi.

Da due piccole porte ai lati dell’altare si accede ad un ambiente scavato nella roccia dove si trova la Culla di Sant’Onofrio: un giaciglio per il riposo del santo ricavato nella rupe, oggi oggetto del rito dello strofinamento. Alla sinistra dell’altare si apre l’accesso al nucleo primitivo dell’Eremo.

È probabile che l’origine dell’eremo sia legata al monastero di S. Liberatore a Maiella. La grotta costituì, forse, un luogo di ritiro e di preghiera utilizzato in seguito per attività agro-pastorali.

La sera dell’11 giugno gli abitanti di Serramonacesca espongono una croce ardente pregna di materiale bituminoso (Fuoco di Sant’Onofrio) e il 12 mattina, festa del santo, raggiungono l’eremo per partecipare alla messa e alla processione con la copia della statua del santo che, secondo la tradizione, lasciata nella chiesa del paese durante la notte dell’11, ritornò da sola nell’eremo.

 

Abbazia di San Liberatore a Maiella, vero e proprio gioiello di architettura religiosa romanica in Abruzzo. Esisteva prima dell’anno 884 e godeva di una posizione di privilegio, che la poneva a capo dei beni e dei monasteri cassinesi d’Abruzzo. Il monumento si incastona, con la massa lapidea di colore chiaro, nel complesso arboreo verdeggiante del pendio settentrionale della Maiella.  

Dal 1967 al 1996, diversi interventi di restauro hanno riportato alla luce il monumento lasciato in abbandono. Questo, tuttavia, è ancora mutilato delle parti originarie, come il monastero, di cui rimane traccia solo in alcuni muri alla sinistra della facciata. I pavimenti e il portale sono stati riportati nella Badia e ripristinati nella loro sede durante i primi interventi di restauro.

Al centro della chiesa, l’altare occupa una posizione preminente, isolato nel presbiterio, mentre tutta l’aula è suddivisa in tre navate. La facciata e la pianta esprimono i caratteri essenziali dell’arte romanica settentrionale. Il pavimento cosmatesco del XIII secolo, che ricopre circa metà della navata maggiore ed il presbiterio, è formato da intarsi policromi in marmo di vari colori con struttura portante radiale e ricorrente forma circolare. L’ambone, databile alla fine del XII secolo, è stato rimontato usando i frammenti conservati nella Chiesa del paese.

Sulla sinistra dell'ingresso alla chiesa, un comodo sentiero permette di raggiungere le Gole dell'Alento, dove l'acqua scorre tra rocce ricoperte dal muschio formando piccole cascate.

Le tombe rupestri di S. Liberatore, sono costituite da tre piccole caverne scavate nella roccia, una nicchia e una cappellina.

Lungo la strada che dall'eremo conduce all'abitato di Serramonacesca è possibile vedere i ruderi del Castel Menardo, una fortezza medievale posta sul Colle Ciulmina. Costruita per volere di Carlo Magno fu posta a difesa della vicina Abbazia di San Liberatore a Maiella.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 14.30; da Chieti Scalo (stazione) alle ore 14.45.

Rientro in serata. Quota di partecipazione euro 12.

 

  1. Viaggio estivo in allestimento (seconda matà di luglio)

La riviera ligure con soggiorno a Santa Margherita Ligure.

A nome di tutto il Consiglio AIIG ABRUZZO formulo a voi e alle vostre famiglie auguri di buona Pasqua.                                                                                                       Agnese Petrelli

 

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.

Prenotazioni: Agnese Petrelli, tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359. Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it; c/c postale n. 50447697, intestato a: A.I.I.G.– Sezione Abruzzo, via America 58, 64026 – Roseto degli Abruzzi; bonifico (IBAN IT96R0760115400000050447697).

Città ducali: Mantova, Sabbioneta e Parma

 

Città ducali: Mantova, Sabbioneta e Parma

 

 

Da sabato 23 a martedì 25 aprile 2017

 

Mantova

E’ tra le città d’Italia più ricche di arte e cultura. Il suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per i molteplici monumenti, per le grandi opere artistiche conservate al loro interno e per i magnifici scenari naturali sui quali si affaccia la città.

Tra le residenze, oggi diventate museo, figura Palazzo Te, edificato nel XVI secolo dai Gonzaga per i propri diletti. Si tratta di una enorme struttura composta da logge, cortili, giardini, ponti a strapiombo sul lago e addirittura un giardino segreto con ingresso in una grotta. Le sale affrescate del palazzo sono un capolavoro dell'arte rinascimentale. Tra le più belle c'è sicuramente la sala di Amore e Psiche con la pregevole parete del banchetto.

Palazzo Te ospita anche il Museo Civico con numerose collezioni a testimonianza delle culture succedutesi dal mondo egizio in poi.

Il Palazzo Ducale si trova in Piazza Sordello; è chiamato anche Reggia dei Gonzaga ed è un punto di riferimento della città; fu costruito nel XII secolo ed è caratterizzato da un loggiato con archi a sesto acuto e merlature sul tetto. Inglobato all’interno del Palazzo è il Castello di San Giorgio, a pianta quadrata con quattro torri angolari. Tra le sale più belle e più celebri del Castello la Camera degli Sposi, affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. Per anni il Castello fu residenza di Isabella d’Este, moglie di Francesco Gonzaga, una delle più celebri nobildonne del Rinascimento. Amante delle arti e della letteratura, Isabella d’Este raccolse intorno a sé numerosi artisti e umanisti del tempo quali Andrea Mantegna, il Perugino, Leonardo da Vinci, Ludovico Ariosto e Baldassarre Castiglione, facendo di Mantova una delle più importanti corti europee.

Sabbioneta

Città di fondazione (urbs condita), nacque per volere di Vespasiano Gonzaga.

Città ideale, fu edificata dal nulla, nella seconda metà del ’500, su modello delle antiche città del mondo classico.

Vespasiano voleva farne la città dell’arte e della cultura, una sorta di piccola Atene, ma alla sua morte iniziò subito una rapida decadenza, che la spopolò ma lasciò immutati nei secoli i suoi monumenti.

Collocata al centro della pianura Padana, tra la sponda sinistra del Po ed il basso corso dell'Oglio, occupava una posizione di grande valore strategico: controllava infatti un'importante via di scambio che metteva in comunicazione la piana bresciana con Casalmaggiore e Brescello, centri di traffico fluviale del medio corso del Po.

Come piccolo stato indipendente, Sabbioneta ebbe grande rilevanza nel delicato gioco degli equilibri politici tra gli stati regionali padani. Ducato autonomo dal 1577 confinava ad ovest con il Ducato di Milano, a sud, oltre il Po, con il Ducato di Parma e Piacenza governato dai Farnese, infine a nord-est con il più antico Ducato di Mantova retto dai Gonzaga. Nel 2008 è stata dichiarata, con Mantova, Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Il Palazzo Ducale è stato la dimora del Duca di Mantova. Edificio a due piani, con portico rialzato e torretta centrale, contiene ambienti decorati da diversi artisti. Singolari i ventuno ritratti gonzagheschi, opera in stucco di Alberto Cavalli.

Il Palazzo del Giardino era uno dei luoghi cari al Duca, un luogo di delizie, dove si ritirava per leggere e studiare. Ciò che stupisce di questo edificio è il contrasto tra l’interno e l’esterno, dove il primo è sobrio e scarno, il secondo con un impianto decorativo ultimato tra il ‘500 e il ‘600.

Il Teatro all’antica è stato costruito tra il 1588 e il 1590 dall’architetto Vincenzo Scamozzi ed è l’edificio più rappresentativo della città e una delle costruzioni teatrali più interessanti dell’età tardo rinascimentale. Sul palco vi è una scena fissa: quella originaria, del Settecento, è stata distrutta e poi ricostruita nel Novecento.

Parma

Situata tra la Pianura Padana e l’Appennino Emiliano, Parma è attraversata dall’omonimo torrente, un affluente del Po dal quale la città prende il nome. Le origini di Parma sono antichissime: risalgono ai Celti, che abitarono le terre della Pianura Padana nel VI secolo a.C. E' però nel 183 a.C. che i Romani acquisirono le terre parmigiane e fondarono la colonia di Parma. Divenuta ben presto una delle città più importanti dell’area Padana, vide il suo centro abitato dotarsi di pregevoli edifici civili e religiosi.

Il Duomo è una delle espressioni più alte dell’architettura romanica padana. Esternamente è in stile romanico con la splendida facciata a capanna; internamente l’impianto romanico è rimasto anche se gran parte degli interni (navata centrale, cupola, transetto) sono dovuti a successivi interventi rinascimentali.

Il Battistero, periodo di passaggio dallo stile romanico al gotico, è costruito in marmo rosa di Verona, con una pregevole decorazione eseguita quasi per intero dall’Antelami. All’interno altorilievi che rappresentano il ciclo dei mesi e delle stagioni a cui si ispirò Francesco Guccini per una sua celebre canzone, Rank.

Il Palazzo della Pilotta, fatto costruire dai Farnese, poi modificato ed ampliato nel corso dei secoli, ospita la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico Nazionale, il ligneo Teatro Farnese, uno dei teatri storici più belli del mondo, il Museo Bodoniano e la Galleria Nazionale, dove sono custodite opere del Correggio, del Parmigianino, di Beato Angelico, di Leonardo e di Cima da Conegliano.

Nel cuore di Parma è incastonato uno dei più preziosi gioielli del rinascimento italiano, la chiesa Magistrale di Santa Maria della Steccata. Ospita lo stupendo ciclo di affreschi del Parmigianino che illustra la parabola delle Vergini Savie e delle Vergini Folli. Gli affreschi sono gemme pittoriche incastonate nelle meravigliose decorazioni architettoniche costituite da splendidi rosoni in rame dorato.

Il Teatro Regio di Parma è un teatro dell’opera nato nel 1821 sulle ceneri del Monastero S. Alessandro per volontà della duchessa Maria Luigia d’Austria ed ha una capacità di 1200 posti. Nel 1829 vi ebbe luogo la prima con l’opera di Vincenzo Bellini “Zaira”.

Parma non è solo città d’arte, ma anche di cultura, specie di quella musicale che ruota attorno alla figura del compositore Giuseppe Verdi.

Importantissimi e famosi in tutto il mondo sono inoltre i suoi prodotti alimentali quali il Crudo di Parma e il Parmigiano Reggiano.

 

Partenza da Pescara domenica 23 aprile (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20. Rientro a Pescara martedì 25 in tarda serata.

La quota di partecipazione di euro 290 comprende: pernottamento presso l’Hotel “La Favorita” **** di Mantova e presso lo Starhotels Du Parc **** di Parma, in camera doppia (Supplemento per pochissime singole euro 70), trasporto in Bus Satam, guide, assicurazione, cena della domenica e del lunedì, mini crociera di un’ora sui laghi mantovani, tassa di soggiorno a Mantova e Parma.

La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”. Consigliata la card di euro 20 (+ 5.50 per la Camera degli Sposi) da prenotare per tutti i Musei di Mantova e Sabbioneta.

Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 100; saldo entro il 10 aprile 2017.

Non verrà considerato prenotato chi non avrà versato l’anticipo.

Cordiali saluti.                                                        

                                                                              Agnese Petrelli

 

 

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.

Prenotazioni e informazioni:

Agnese Petrelli, via America 58 – 64026 Roseto degli Abruzzi (TE), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359.

Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it.

 

 

CIRC. AIIG ABRUZZO n.3 2016-17

    

                                                                                              Roseto degli Abruzzi, 24 gennaio 2017        

                                                                                             Ai Signori Soci                                                                                                                     

Circolare n. 3 –  ANNO SOCIALE 2016 -17     (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Oggetto:

attività della Sezione Abruzzo per i mesi di febbraio e marzo 2017

 

Comunicazione

E’ quasi pronto il progetto per un Corso di Formazione e Ricerca, rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado di scuola, sul tema “Antropocene: una geografia dello spazio futuro”.

 

  1. Mercoledì 8 febbraio 2017 – ore 16.00

Al cinema insieme: nostalgia del nero

 

Un omaggio e un ricordo nostalgico di una stagione favolosa del cinema hollywoodiano nella produzione di film noir e l’ascesa di uno dei più grandi divi del cinema, Humphrey Bogart.

Proiezione del primo film: Lo sconosciuto del terzo piano di Boris Ingster (1940) a cura del critico cinematografico Rolando D’Alonzo.

Montesilvano, Associazione Miricreo, via Verrotti 13 (da Pescara, subito prima di Oasi, entrare nel cancelletto giallo di Tutto compreso e scendere dietro al palazzo)

 

  1. Domenica 12 febbraio 2017

La Reggia di Caserta e Casertavecchia

 

La Reggia di Caserta è la residenza reale più grande al mondo e i proprietari storici sono stati i Borbone di Napoli, oltre a un breve periodo in cui fu abitata dai Murat.  

Nel 1997 è stata dichiarata dall'UNESCO, insieme con l'acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio, patrimonio dell'umanità.

Il Palazzo reale di Caserta fu voluto dal Re di Napoli Carlo di Borbone, il quale desiderava che fosse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles. Si diede inizialmente per scontato che sarebbe sorta a Napoli, ma Carlo di Borbone, cosciente della vulnerabilità della capitale a eventuali attacchi (specie da mare), pensò di costruirla nell'entroterra, nell'area casertana, un luogo più sicuro e non troppo distante da Napoli. Dopo il rifiuto di Nicola Salvi, afflitto da gravi problemi di salute, il sovrano si rivolse all'architetto Luigi Vanvitelli.

La reggia, definita l'ultima grande realizzazione del Barocco italiano, fu terminata nel 1845.

Il parco reale di Caserta si estende per 3 chilometri di lunghezza su 120 ettari di superficie. In corrispondenza del centro della facciata posteriore del palazzo si dipartono due lunghi viali paralleli fra i quali si interpone una serie di suggestive fontane che collegano il Giardino all'italiana con il Giardino all'inglese caratterizzato dall'apparente disordine "naturale" di piante, corsi d'acqua, laghetti, "rovine" secondo la moda nascente derivata dai recenti scavi pompeiani. Di spicco, il bagno di Venere, il Criptoportico, i ruderi del Tempio dorico.

Casertavecchia

Sorge alle pendici dei monti Tifatini a 401 metri di altitudine. Edificato su un preesistente villaggio romano, nell’879 appartenne ai Longobardi. Nel secolo IX gli abitanti e il Clero si videro costretti a rifugiarsi sui monti. Nel 1062 ebbe inizio la dominazione normanna che portò il paese al suo massimo sviluppo negli anni 1100-1129 con la costruzione della attuale Cattedrale. Il Borgo passa poi sotto la dominazione degli Svevi e, nel 1442, con gli Aragonesi vede decadere la sua importanza perché la vita incomincia a svilupparsi in pianura fino al definitivo trasferimento nella nuova Caserta.

A ricordo di uno splendido passato il Duomo, il campanile, la Chiesa dell’Annunziata, i resti del Castello e le strade del borgo tutte in stile siculo-normanno.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 6.30; da Chieti (S. Giustino) alle ore 5.50.

Rientro intorno alle ore 21.00. Quota di partecipazione euro 30, guida compresa. Pranzo al sacco.

 

  1. Mercoledì 22 febbraio 2017 – ore 16.00

Al cinema insieme: nostalgia del nero

Proiezione del secondo film: Il mistero del falco di Jhon Huston (1942) a cura del critico cinematografico Rolando D’Alonzo.

Montesilvano, Associazione Miricreo, via Verrotti 13 (da Pescara, subito prima di Oasi, entrare nel cancelletto giallo di Tutto compreso e scendere dietro al palazzo)

 

  1. Sabato 25 e domenica 26 febbraio 2017

Manfredonia tra sacro e profano

Sabato 25

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara: dall’epoca dei Crociati, l’abbazia di San Leonardo era considerata luogo strategico per coloro che si recavano in Terra Santa. Fondata tra gli ultimi anni dell'XI e i primi del XII sec. dai Canonici regolari di S. Agostino, nel 1261 venne concessa all'Ordine dei Cavalieri Teutonici. Lo stile è il romanico del sec. XI come testimonia il solenne e ricco portale.

L’abbazia è nota anche per il fenomeno astronomico che si verifica nei solstizi e negli equinozi quando un raggio di sole attraversa il rosone e va a cadere sul pavimento al centro di due pilastri che sorreggono la navata centrale disegnando sul pavimento una rosa ad undici petali.

Centro storico di Manfredonia: è un’occasione unica per conoscere il magnifico ed irripetibile equilibrio tra passato, presente e futuro che traluce da ogni angolo, da ogni palazzo, da ogni pietra. Simbolo più evidente di questo equilibrio sono le mura ed i torrioni che cingono il centro storico.

Al momento il Castello Svevo Angioino Aragonese con il Museo Archeologico Nazionale, che custodisce le famose “Stele Daune” ed altri reperti dell’antica Sipontum, è in fase di restauro.

Si visiterà il cantiere navale dei Maestri d’ascia, dove verranno illustrate nozioni sulla fabbricazione delle barche, il borgo marinaro con il caratteristico Arco Boccolicchio, Palazzo San Domenico, dove sono custodite delle collezioni di 414 monete risalenti al V ed al III secolo a. C. che rappresentano il “Tesoretto di Arpi”, i 77 reperti archeologici della “collezione Rizzon” e l’acquerello di Chatelet che raffigura Manfredonia. Infine visita al Duomo della Cattedrale di San Lorenzo Maiorano, che conserva la statua lignea della Madonna “dagli occhi sbarrati” detta “la Sipontina”.

Parco Archeologico di Siponto “Le Basiliche”: un’area archeologica di grande rilevanza che testimonia l’importanza raggiunta dall’antica Siponto in epoca romana (colonia dal 194 a.C.), quando divenne uno dei principali porti della Regio II. Visiteremo la chiesa di Santa Maria Maggiore, un singolare edificio dalle forme anomale: pianta quadrata, due "chiese" indipendenti di cui una interrata come una cripta, due absidi a vista, un portale monumentale.

L'elemento caratterizzante è l’installazione artistica del giovane Edoardo Tresoldi: una struttura in rete metallica leggera e trasparente che ridisegna i volumi originari dell’antica basilica. Un’opera permanente alta 14 metri che rende unico l’intervento: un originale connubio tra archeologia e arte contemporanea restituisce la terza dimensione ad architetture ormai scomparse, integrandosi e fondendosi con l’ambiente circostante, a fini conservativi e divulgativi.

Domenica 26

Carnevale di Manfredonia: spettacolare Grande parata dei Carri allegorici e dei Gruppi mascherati.

La monumentalità dei Carri e la pregevole fattura dei manufatti in cartapesta rivelano la presenza a Manfredonia di maestranze di grande talento, che riescono, con l'uso sapiente dei materiali tradizionali, ma anche delle tecniche più innovative, a rappresentare plasticamente i temi più dibattuti della politica e della cultura.

Nel pomeriggio visita all’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, vicino Monte Sant’Angelo.

Fondata sul colle di Pulsano da San Gregorio Magno nel VI secolo, è da sempre luogo mistico frequentato da monaci anacoreti e cenobiti, sia orientali sia latini. Nell’Abbazia è attiva una scuola permanente di iconografia che, durante l’estate, avvicina all’immenso patrimonio teologico – spirituale delle sante icone giovani e adulti desiderosi di imparare la simbologia e il significato teologico delle icone e di riflettere sul valore e sul significato dell’arte sacra nella tradizione ecclesiale.

Partenza da Pescara sabato 25 (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20. Rientro a Pescara domenica 26 intorno alle ore 21.00.

La quota di partecipazione di euro 160 comprende: pernottamento presso il Regiohotel Manfredi **** di Manfredonia, in camera doppia (Supplemento singola euro 20), trasporto in Bus Satam, guida, assicurazione, pranzo del sabato “a buffet” con degustazione di prodotti tipici locali tra cui la famosa “farrata” di Carnevale a base di grano e farro, cena del sabato con musica e pranzo della domenica, tipico pugliese, nel centro storico di Manfredonia

La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”.

Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 80; saldo assolutamente entro il 12 febbraio 2017.

Non verrà considerato prenotato chi non avrà versato l’anticipo entro la data fissata.

 

  1. Domenica 12 marzo 2017

Mostra “Artemisia Gentileschi e i suoi tempi” a Roma, Palazzo Braschi

Passeggiata romana

Questa mostra si propone di smentire almeno due luoghi comuni attorno all’artista: il primo legato all’influenza per lei del celebre, e fin troppo citato, episodio della violenza subita da Agostino Tassi, vicenda del tutto marginale. Il secondo alla sua per certi versi acritica omologazione come caravaggista tout court”. È l’ex soprintendente al Polo Museale napoletano Nicola Spinosa a chiarire alcuni spunti di interesse della mostra Artemisia Gentileschi e il suo tempo, nei saloni del Museo di Roma.

In realtà lei superò presto il trauma del processo, divenendo una protagonista presso corti prestigiose come quella fiorentina dei Medici o quella napoletana dei Borbone, e poi a Londra, dove accorse ad assistere l’anziano padre Orazio. E nella sua parabola artistica, partì evidentemente dalla lezione del Caravaggio, ma cercò presto di superarla nella direzione del classicismo e del pittoricismo”, puntualizza ancora Spinosa, ideatore della mostra.

Sono circa 100 le opere, con capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, Ester e Assuero del Metropolitan Museum di New York, l’Autoritratto come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut; affiancati da opere, che ne contestualizzano il percorso di artisti, come Cristofano Allori, Simon Vouet, lo stesso Orazio Gentileschi, Giovanni Baglione, Jusepe de Ribera, Francesco Guarino, Massimo Stanzione.

Nel pomeriggio passeggiata romana a cura di Emilio De Grazia.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.

Rientro intorno alle ore 21.00. Quota di partecipazione euro 28. Pranzo al sacco.

Ingresso alla mostra euro 11 (intero), euro 9 (ridotto). Auricolare euro 4 a persona.

 

  1. Mercoledì 15 marzo 2017 – ore 16.00

Proiezione del terzo film: Vertigine di Otto Preminger (1944) a cura del critico cinematografico Rolando D’Alonzo.

Montesilvano, Associazione Miricreo, via Verrotti 13 (da Pescara, subito prima di Oasi, entrare nel cancelletto giallo di Tutto compreso e scendere dietro al palazzo)

 

  1. Domenica 26 marzo 2017

Due rocche fortificate: Sassocorvaro (PU) e San Leo (RN)

La Rocca di Sassocorvaro, avamposto naturale dell'entroterra appenninico a specchio sul bacino artificiale del lago di Mercatale, domina dalla sommità di un colle il confine tra l'alta e la media valle del Foglia. Capolavoro unico di architettura militare è opera di Francesco Di Giorgio Martini. L’architetto ricevette l’incarico, nel 1475, di ristrutturare la fortezza che ivi sorgeva da 400 anni e che il diffondersi delle artiglierie nelle nuove tecniche della guerra rendeva ormai superata. Fu appunto per attutire l’impatto dei colpi di bombarda che l’architetto senese ridisegnò la rocca avvolgendola in una serie di superfici curve anche se questo carattere dominante avrebbe potuto penalizzare gravemente le difese tradizionali.

La Fortezza di San Leo, durante il Medioevo, venne contesa da Bizantini, Goti, Longobardi e Franchi.

Nel 1502 fu conquistata da Cesare Borgia, il Valentino, ma dopo un anno ritornò nelle mani dei Montefeltro e nel 1527 passò in quelle dei Della Rovere. Nel 1631, quando il Ducato di Urbino passò sotto il diretto dominio dello Stato Pontificio, venne adattata a carcere: nelle sue celle, al tempo dei moti rivoluzionari di Romagna, furono imprigionati numerosi patrioti risorgimentali tra cui Felice Orsini. Ma il più noto, il cui nome è legato indissolubilmente alla Fortezza, è il Conte di Cagliostro, pseudonimo di Giuseppe Balsamo da Palermo, affascinante e misterioso avventuriero massone e occultista del XVIII secolo. Oggi, il Forte di San Leo, ripulito dalle sovrastrutture ottocentesche e riportato alle eleganti linee rinascimentali, è uno dei più celebrati esempi di arte militare ed ospita una notevole collezione di armi antiche e moderne.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.00; da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.

Rientro alle ore 21.00. Quota di partecipazione euro 30, guida compresa. Pranzo al sacco.

Sono esclusi gli ingressi.

Cordiali saluti.                                                        Agnese Petrelli

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.

Prenotazioni e informazioni: Agnese Petrelli, via America 58 – 64026 Roseto degli Abruzzi (TE), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Ettore Mazzocco, tel. 085/960322, cell. 3483522359. Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it.

Circolare n. 2 – ANNO SOCIALE 2016 -17 (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

 

 

Roseto degli Abruzzi, 22 ottobre 2016

Ai Signori Soci

Circolare n. 2 – ANNO SOCIALE 2016 -17 (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Comunicazione

Nella seduta del 5 aprile 2016 il Consiglio centrale AIIG ha deciso di aumentare, dopo sei anni, la quota di iscrizione da € 30 a € 35. Inalterata quella dei soci juniores e familiari (€ 15).

 

 

Oggetto:

attività della Sezione Abruzzo per i mesi di novembre, dicembre e gennaio 2017

 

  1. Domenica 13 novembre 2016

L’autunno nella Valle del Metauro: paesaggi e tartufi

Al mattino Fiera Nazionale del tartufo bianco di Acqualagna (PU).

Nel pomeriggio visita a Cagli, l’antica ad Calem sulla Via Flaminia, con il Torrione di Francesco di Giorgio Martini, l’elegante Teatro Comunale del secolo XIX e la Chiesa di S. Francesco, che conserva al suo interno affreschi attribuiti ad Antonio Alberti da Ferrara. Di notevole interesse la Chiesa di S. Angelo Minore risalente al sec. XVI e altri tesori da scoprire.

 

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Circolare n. 1 – ANNO SOCIALE 2016 -17 (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Roseto degli Abruzzi, 1 settembre 2016               

             

Ai  Signori  Soci                                                                                                                     

Circolare n. 1  –  ANNO SOCIALE 2016 -17     (1° settembre 2016 – 31 agosto 2017)

Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

 

Comunicazioni

a)  Nella seduta del 5 aprile 2016 il Consiglio centrale AIIG ha deciso di aumentare, dopo sei anni, la quota di iscrizione da € 30 a € 35. Inalterata quella dei soci juniores e familiari (€ 15).

 

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In Sicilia – luglio 2016

Gita molto bene organizzata; ho provato grande emozione vedendo la Scala dei Turchi riflessa sul mare. (Erminia)

Bellissimo viaggio ricco di bellezze naturali, di arte, di storia. Emozionante l'Etna, suggestiva la Scala dei Turchi.

Sicilia particolare dai posti più nascosti. (Marisa)

Sicilia sempre bella e affascinante. Mi è piaciuto tutto, in particolare la Scala dei turchi, Selinunte e Cefalù. (Luisa)

 

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Circolare n. 6 AIIG Abruzzo – attività della Sezione Abruzzo per fine giugno e luglio 2016

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                                                                                                  Roseto degli Abruzzi, 20 giugno 2016               

                                                                                                 Ai Signori Soci                                                                                                                     

Circolare n. 6  (ultima dell'anno sociale 2015-16)

 

 

Oggetto: attività della Sezione Abruzzo per fine giugno e luglio 2016

 

  1. Sabato 25 giugno 2016 – (pomeriggio)

     

     

    Morro d'oro: Santa Maria di Propezzano (TE), una chiesa della valle delle Abbazie

     

Insieme con l’adiacente monastero fu parte dell’abbazia omonima appartenuta all’ordine dei padri benedettini. Il nome “Propezzano” sembra si possa etimologicamente ricollegare a quello della Madonna Propiziatrice ai miseri, cui la chiesa è intitolata. Secondo la tradizione fu eretta in seguito ad un'apparizione della Madonna (10 maggio 715).

La costruzione è romanica (forse del 1285), con facciata costituita su un corpo di fabbrica mediano e conclusa in alto da una cornice orizzontale in cotto ad archetti intrecciati; precede la chiesa un portico ad archi ogivali su tozze colonnine, sotto il quale è il portale con gli antichi battenti fasciati di ferro e, attorno, avanzi di affreschi della prima metà del '400.

 

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Viaggio Estivo – Sicilia, crogiolo e ponte tra etnie e culture del Mediterraneo

sicilia
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 VIAGGIO ESTIVO – ANNO SOCIALE 2015/16

Sicilia, crogiolo e ponte tra etnie e culture del Mediterraneo

 

Da lunedì 18 luglio a giovedì 28 luglio 2016

Il viaggio è riservato ai Soci iscritti per l'anno sociale 2015/16.

Programma di massima che potrà subire alcune variazioni per esigenze contingenti.

 

Lunedì 18 luglio 2016

Partenza dalla stazione vecchia di Pescara (terminal bus) alle ore 7.00.

Arrivo a Linguaglossa (CT) per la cena e la sistemazione presso l'Hotel Villa Neri Resort&Spa*****

 

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Circolare n.4 anno sociale 2015/16

Circolare n. 4   (anno sociale 2015-16)

Comunicazioni

a)  CONCORSO FOTOGRAFICO AIIG 2015

Fotografi di classe

Paesaggi della scuola attraverso gli “obiettivi” di studenti e docenti

Possono partecipare classi delle scuole di ogni ordine e grado. Categoria 1: Classi quarte e quinte di Scuola primaria; Categoria 2: Classi di Scuola secondaria di primo grado; Categoria 3: Classi di Scuola secondaria di secondo grado.

Ogni classe può partecipare al concorso con una sola fotografia del paesaggio del proprio territorio. Il concorso verrà gestito attraverso il Social Network Facebook; le immagini fotografiche dovranno pervenire tramite messaggio all’indirizzo mail concorsofotoaiig@gmail.com entro e non oltre il 30 Aprile 2016. Regolamento sul sito

 

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Viaggio di studio in Terra d’Otranto – Castelli … sul mare – Programma

 

Viaggio di studio in Terra d'Otranto

 

Castelli…. sul mare

 

Sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 aprile 2016

 

Il viaggio è riservato ai Soci iscritti e a coloro che si iscriveranno per l'anno sociale 2015/16.

 

Programma di massima

 

Sabato 23 aprile 2016

Partenza dalla stazione vecchia di Pescara (terminal bus) alle ore 6.30.

Sosta a Nardò per la visita a piazza Salandra, una delle piazze più belle del Mezzogiorno, e alle spiagge di Santa Maria al Bagno e Santa Caterina. Proseguimento per Galatina, patria della "pizzica" e del "pasticciotto leccese", dove visiteremo la famosa Basilica di Santa Caterina D'Alessandria, seconda per ricchezza decorativa solo a quella di San Francesco d'Assisi.

Se ci sarà tempo includeremo anche Soleto, patrimonio dell'Umanità, dove ammireremo la Guglia Orsiniana, emblema del paese.

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ASSOCIAZIONE ITALIANA INSEGNANTI DI GEOGRAFIA
SEZIONE ABRUZZO

auguri vivissimi di buone feste
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Cari Soci,
vi invio il programma di venerdì 16 dicembre.
Auguri di buon Natale!
agnese petrelli e tutto il consiglio

Roseto degli Abruzzi, 3 dicembre 2016
Ai Soci
Venerdì 16 dicembre 2016 (pomeriggio) - ultimo incontro del 2016
Programma
Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 14.30.

1) Chieti - Museo di Storia delle Scienze Biomediche
Il primo nucleo di esposizione del Museo di Storia delle Scienze Biomediche venne inaugurato presso l'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" nel 1994 nel Palazzo De Pasquale.
Il 21 gennaio del 1998, il museo fu spostato in una sede più ampia del campus universitario di Madonna delle Piane, per poi essere definitivamente collocato nella sede di Piazza Trento e Trieste.
Fondatore e Direttore del Museo è stato, fino a qualche mese fa, Luigi Capasso, Professore Ordinario di Antropologia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti. Capasso si è occupato, tra l’altro, dello studio della mummia del Similaun datata 5.300 anni fa ritrovata sulle montagne trentine e della perizia antropologica sui resti del banchiere Calvi, rinvenuto sotto il ponte dei Frati a Londra. Nel 2006, in un’interessante mostra allestita al Museo di Chieti con la collaborazione dell’Istituto di Antropologia dell’Università G. d’Annunzio di Chieti e con quella del Museo Virtuale Leonardo da Vinci, Capasso ha dimostrato l’autenticità di alcune impronte del palmo della mano che avrebbe lasciato Leonardo da Vinci per sfumare il colore sulle sue opere e sui fogli di schizzi e l'autenticità di un’impronta del pollice sinistro lasciata sempre da Leonardo sulla Dama con Ermellino per ottenere l’effetto chiaroscuro.
Il Museo contribuisce a caratterizzare l'Ateneo "G. d'Annunzio" costituendo "luogo della memoria" e spazio espositivo dedicato alla conoscenza ed alla divulgazione delle Scienze Naturali e della Storia della Scienza, con particolare vocazione verso gli aspetti biologici e medici che emergono dalla ricerca archeologica, medica, antropologica e paleontologica, ma anche con specifiche sezioni dedicate alla Storia Naturale ed alla Storia della Scienza.
Il percorso si snoda attraverso una serie di sezioni tematiche, funzionali ai contenuti antropologici, che costituiscono il punto di partenza per lo sviluppo di tutte le attività che nascono e vivono nel museo.
Visite guidate, laboratori, conferenze, spettacoli teatrali, concerti, mostre e pubblicazioni hanno come obiettivo comune quello di garantire, alle diverse tipologie di visitatore, la fruibilità del bene museale e fare del museo stesso una struttura aperta, interattiva e non solo conservativa.
2) Torrevecchia Teatina - Museo della Lettera d’Amore
Il Museo raccoglie le lettere dei partecipanti al concorso istituito nel 2000 dall’Associazione culturale AbruzziAMOci presieduta da Massimo Pamio.
La lettera d’amore prevede una relazione particolare, tra scrivente e destinatario, in cui le emozioni coinvolgono non solo il linguaggio ma anche la carta, la percezione della storia e dell’ambiente che gli amanti si offrono reciprocamente.
L’allestimento delle stanze del Museo coinvolge il visitatore nella storia delle persone esponendo le tracce dei segreti affidati al biglietto amoroso.
Oltre ad ascoltare la lettura di alcune lettere vincitrici, i Soci potranno leggere e donare al Museo una loro lettera d’amore.
Il Museo è ospitato nel settecentesco Palazzo Ducale Valignani di Torrevecchia che visiteremo.
Il dott. Raffaele Bigi illustrerà la figura di Federico Valignani, marchese e signore di Cepagatti, che volle la costruzione del palazzo nel 1743 come residenza estiva.
Chiuderà la serata la presentazione di “Via orientale” di Pina Allegrini, ed. Tabula Fati 2016, un raffinato poemetto in prosa con l’andamento di un concerto, in cui l’Autrice consegna un luogo ammaliante fatto di suggestioni, emozioni, e dove gli incanti dell’infanzia costruiscono il mistero affascinante e insondabile della vita.
Una finestra, una stanza disabitata, una strada, gli occhi assorti e visionari di una bambina, sono i protagonisti di questo racconto su un tempo e un luogo scomparsi.
Coglieremo l’occasione per scambiarci gli auguri di Natale dinanzi al tradizionale buffet!
Rientro a Pescara intorno alle 20.30.
Quota di partecipazione (natalizia) euro 5.
Ingresso e guida per il Museo di Scienze Biomediche sono gratuiti.
Cordiali saluti.
​Agnese Petrelli
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Cari Soci,
vi invio la circolare n. 2 con le attività per i mesi di novembre, dicembre 2016 e gennaio 2017.
Auguri di tutto!
agnese petrelli



Roseto degli Abruzzi, 22 ottobre 2016
Ai Signori Soci

Circolare n. 2 - ANNO SOCIALE 2016 -17 (1° settembre 2016 - 31 agosto 2017)
Si prega di rinnovare l’iscrizione poiché le nostre attività sono rivolte esclusivamente ai Soci.

Comunicazione
Nella seduta del 5 aprile 2016 il Consiglio centrale AIIG ha deciso di aumentare, dopo sei anni, la quota di iscrizione da € 30 a € 35. Inalterata quella dei soci juniores e familiari (€ 15).


Oggetto:
attività della Sezione Abruzzo per i mesi di novembre, dicembre e gennaio 2017

1) Domenica 13 novembre 2016
L’autunno nella Valle del Metauro: paesaggi e tartufi
Al mattino Fiera Nazionale del tartufo bianco di Acqualagna (PU).
Nel pomeriggio visita a Cagli, l’antica ad Calem sulla Via Flaminia, con il Torrione di Francesco di Giorgio Martini, l’elegante Teatro Comunale del secolo XIX e la Chiesa di S. Francesco, che conserva al suo interno affreschi attribuiti ad Antonio Alberti da Ferrara. Di notevole interesse la Chiesa di S. Angelo Minore risalente al sec. XVI e altri tesori da scoprire.

Quota di partecipazione: euro 25 guida compresa.
Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 7.30 e rientro intorno alle 20.30. Pranzo libero.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.50.


2) Venerdì 25 novembre 2016
Geografia del gusto
I dolci di Natale: i parrozzini
Preparazione dei parrozzini sotto la guida di un esperto pasticciere, Vincenzo Lattanzi.
Luogo: Associazione “Miricreo”- Via Verrotti 13, Montesilvano, dietro al supermercato Todis.
Orario: 14.00 - 20.00
Quota di iscrizione al Corso: euro 10,00

E’ gradita la prenotazione.
3) Giovedì 8 e venerdì 9 dicembre 2016
Tesori delle Murge d’Itria

Giovedì 8 dicembre 2016

Ruvo di Puglia: visita alla Cattedrale romanico gotica dedicata al Santo Patrono, San Biagio. Nella facciata, dalla forma singolare, si armonizzano motivi dell’architettura nordica con il tardoromanico pugliese. Raggiungeremo quindi la piazza triangolare Giovanni Bovio, nella quale sorge il Palazzo Jatta che ospita l’omonimo Museo Nazionale con oltre 2000 reperti di mirabile fattura. Ceramiche attiche e corinzie di importazione documentano la straordinaria ricchezza economica che visse il fiorente centro peuceta fra VI e V secolo a. C.; vasi protoitalioti e apuli attestano la vivacità produttiva delle fabbriche dell’Italia meridionale nel IV secolo a. C. Ma il vero e proprio capolavoro della raccolta è il cratere a volute, attico a figure rosse, raffigurante la Morte di Talos, mitico custode dell’isola di Creta (fine V sec. a. C.).
Visiteremo anche la Chiesa di San Rocco e il Quartiere dei Saraceni.

Taranto: il Borgo Antico, detto anche Città Vecchia, è l’isola situata al di là del Ponte Girevole ed è collegato alla città nuova anche dal Ponte Punta Penna.
Nel Borgo si erge, in tutta la sua monumentale antichità e bellezza, la Cattedrale di San Cataldo. L’attuale sua configurazione è il risultato di vicende costruttive corrispondenti a momenti artistici di epoche diverse. Del vecchio edificio medievale, che doveva corrispondere all’antichissima cattedrale di Santa Maria, certamente esistente nel VII secolo, e abbattuta dall’Arcivescovo Drogone intorno al 1070, non restano che poche tracce, visibili principalmente nella cripta. I lavori di restauro compiuti negli anni ’50 hanno messo in evidenza gli elementi romanici del duomo, visibili nelle navate dell’interno. La facciata e le cappelle sono, invece, di epoca barocca.
I tesori della Taranto, colonia di Sparta, sontuosa capitale della Magna Grecia, sono custoditi nel Museo Nazionale Archeologico.
Una vastissima collezione di ceramiche e terrecotte consente una lettura delle tradizioni funebri, dell’arte della guerra, del ruolo dello sport, dei commerci, della cura per l’eleganza nella Taranto antica. Di stupefacente bellezza è la sezione dedicata all’arte orafa della Taranto ellenistica (IV - II sec. a.C.). Gli ori di Taranto sono una collezione di preziosi e bellissimi monili di epoca magno-greca. Si inseriscono nella categoria di quegli oggetti legati al lusso che però fanno parte della storia di un popolo e, in questo caso, di una intera comunità, non solo come preziosa testimonianza storica, ma anche come sintesi della famosa lavorazione dell'oro di Taranto. I concetti di lavorazione orafa, manualità e preziosità dei materiali, rendono questa collezione unica nel suo genere tanto da essere riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.. Fra i numerosi pezzi in esposizione nella "Sala degli ori" i gioielli appartenuti ad alcuni corredi funerari, tra i quali: "Diadema in oro e pietre dure" con decorazione a motivi floreali; "Orecchino a navicella" con lavorazione in filigrana; "Orecchini a testa di leone"; "Schiaccianoci"; "Teca in argento" a forma di conchiglia.
Nel tardo pomeriggio assisteremo all’uscita della solenne processione della Vergine Immacolata, accompagnata dalle melodie delle pastorali natalizie suonate dalle due bande cittadine.

Sistemazione per la cena ed il pernottamento presso il Park Hotel San Michele **** di Martina Franca

Venerdì 9 dicembre 2016

Martina Franca: visita del centro storico
Martina Franca ha un doppio nome, come era solito negli ambienti d’alto borgo. Il toponimo deriva dalla devozione degli abitanti, già dal Mille, a San Martino di Tour; il primo insediamento della città nacque sul monte di San Martino. L’aggettivo "franca", che sembra ricalcare una posizione di vantaggio economica e geografica, fu aggiunto da Filippo I D'Angiò nel 1310, quando riconobbe alla città diversi privilegi, ossia franchigie e demanialità perpetua. Allora fu chiamata Franca Martina. Nel corso dei secoli e sotto governi esigenti dal punto di vista fiscale, Martina Franca non sempre conservò la demanialità perpetua; per questo scomparve l'aggettivo Franca, riapparso con la cacciata dei Borbone e l’Unità d’Italia.
Martina Franca si trova ad essere la porta a Sud della splendida Valle d'Itria, una porzione di territorio della Puglia centrale, a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, coincidente con la parte meridionale dell'altopiano delle Murge. La sua principale peculiarità sono i trulli, tipiche abitazioni in pietra a forma di cono.
Visiteremo la piazza triangolare con il Palazzo Ducale, la Basilica di San Martino con la facciata impostata su una duplice simmetria: quella verticale composta dal gruppo in pietra di San Martino e il povero e dalla vetrata incassata nell’ornato balcone e quella orizzontale definita dal duplice ordine di statue, la Chiesa del Carmine con la straordinaria cupola in cui si raccordano vari moduli geometrici: cerchio, ottagono, esagono e quadrato, Porta Santo Stefano, dimore gentilizie del centro storico con i portali barocchi e suggestive piazze.
Nella bella stagione in città si svolge il Festival della Valle d’Itria dove si esibiscono artisti dell’opera lirica.

Locorotondo, il più bel «balcone» della Murgia barese: sosta per il pranzo.
Dal suo belvedere si ammira un territorio unico, un mosaico di piccoli vigneti segnati da muretti a secco, macchie di bosco mediterraneo e argentei uliveti che circondano antiche masserie e migliaia di trulli sparsi nelle contrade. Locorotondo è stato riconosciuto tra i borghi più belli d'Italia.
La cittadina deve il suo toponimo alla caratteristica forma circolare del borgo antico: tante piccole casette bianche dette "cummerse" (case con tetto a spioventi costruite con pietre a secco) disposte in cerchio come se fossero delle mura.

Partenza da Pescara giovedì 8 dicembre (terminal bus) alle ore 7.00.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 6.20.
Rientro a Pescara venerdì 9 dicembre intorno alle ore 21.00.
La quota di partecipazione di euro 160 comprende:
- Trasporto in Bus Satam
- Cena e pernottamento presso il Park Hotel San Michele **** di Martina Franca, in camera doppia (Supplemento singola euro 20, per poche stanze)
- Pranzo a Locorotondo
- Guide e assicurazione
La quota non comprende: ingressi e tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”.


Prenotazione SUBITO con anticipo di euro 50, saldo entro il 28 novembre 2016, da versare sul c/c postale n. 50447697, intestato a: A.I.I.G.– Sezione Abruzzo, via America 58, 64026 - Roseto degli Abruzzi o con bonifico (IBAN IT96R0760115400000050447697).
4) Domenica 15 gennaio 2017
Due città in terra vestina: Penne e Loreto Aprutino

Penne, l'italica "Pinna", ha mantenuto, nei lunghi secoli della storia, un ruolo preminente per ragioni non solo di ordine strategico ed economico, ma anche spirituale. Fondata dai Vestini, in una zona fertilissima e di ricchi pascoli, sorgeva su diverse colline. I segni delle stratificazioni del tempo e i diversi ruoli assunti dalla città sono ancora visibili non solo nel paesaggio, ma anche nel suo suggestivo centro storico, in cui si possono ammirare strutture architettoniche prestigiose, che spesso custodiscono oggetti rari e di ottima fattura.
Attraverseremo il Rione Piazza, il Rione di San Comizio e quello di San Nicola per ammirare vicoletti medioevali e scorci di notevole fascino.
Tra le architetture religiose la Collegiata della Chiesa di San Giovanni Evangelista con la splendida cupola e il Duomo con la cripta interamente affrescata. Se sarà possibile ammireremo un prezioso simulacro, un Cristo di pezza, esemplare unico oltre quello di Perugia.
Visiteremo anche il Museo Archeologico e il Museo d’Arte Moderna.
Avremo come preziosissima guida il prof. Mario Costantini di Penne.
Possibilità di un pranzo veloce (tipico pennese) “Osteria del Leone” - euro 15 (prenotare).

Incastonata tra la costa pescarese e il Gran Sasso, Loreto Aprutino, la Laurentum romana, si erge nell’antica terra dei Vestini. Il suo centro storico conserva il caratteristico aspetto medioevale di case e palazzi stretti intorno al castello. Loreto ha diverse porte e decine di viuzze, le tipiche ruelle, che scendono verso la via principale del Baio, antichissima strada sulla quale si susseguono le facciate di alcuni palazzi signorili: Valentini, Casamarte, Guazzaroni, Palazzo Acerbo.
Nella parte alta del borgo si erge il Castello, noto come Castello Chiola, dove, secondo la leggenda, avrebbe alloggiato Tommaso D’Aquino. Tra gli edifici sacri l’Abbazia di San Pietro Apostolo, del 1400, con la pavimentazione in ceramica di Castelli e la Chiesa di San Francesco d’Assisi, con la croce lignea di Francesco Novelli e l’organo del 1745 di Adriano Fedri.
Il Museo delle Ceramiche di Castelli raccoglie maioliche di inestimabile valore, frutto della passione del Barone Giacomo Acerbo. Infine l’Abbazia di Santa Maria in Piano, fuori le mura, costruita su un’antica necropoli, che deve il suo nome forse ad un tempio preesistente intitolato al “Pio Grano o Giano” tramutato col tempo “in piano”. Al suo interno un pregevolissimo affresco del Giudizio Universale delle anime (sec. XV), di proporzioni monumentali con Cristo in trono in alto racchiuso in una mandorla e, nella parte inferiore sinistra, la curiosa rappresentazione delle anime nude che devono attraversare il sottile ponte del Capello prima di sottoporsi al giudizio di S. Michele.

Partenza da Pescara (terminal bus) alle ore 8.00.
Partenza da Chieti (S. Giustino) alle ore 7.20.
Rientro intorno alle ore 20.30.
La quota di partecipazione di euro 15.

Il Direttivo AIIG augura un Buon Natale e un sereno Nuovo Anno.
Agnese Petrelli

Iscrizione anno sociale 2016/17. Soci Effettivi € 35; Juniores e Familiari € 15.
Prenotazioni e informazioni: Agnese Petrelli, via America 58 - 64026 Roseto degli Abruzzi (TE), tel. 085/7932938, cell. 338/2169585; Giovanna Tacconelli, cell. 347/3305790; Andreina Salvatore, cell. 334/3810172. Sito: www.aiigabruzzo.it; e-mail: agnese.petrelli@yahoo.it
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